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Manifestazione Acqua pubblica, Cappello (Gruppo Misto): “Solleciteremo anche il Comune” foto

Genova. “Il tempo dell’acqua sta per scadere”. A distanza di quasi sei mesi e dopo quasi 1 milione e mezzo di firme raccolte per promuovere il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, il forum dei movimenti per l’acqua ha organizzato per oggi una serie di manifestazioni in tutta Italia per chiedere la moratoria sul decreto Ronchi o una deroga, nel caso un’eventuale crisi di Governo rimandasse il referendum da giugno 2011 (data prevista anche se non ancora certa) all’anno successivo, quando però le aziende pubbliche sarebbero già state vendute per attuazione del decreto.

“La moratoria - spiegano gli organizzatori – è un provvedimento per spostare le date di scadenza della Legge Ronchi e quelle di soppressione degli Ato, in modo da fermare la privatizzazione dei servizi idrici almeno fino a quando il popolo italiano non si sarà espresso attraverso il voto referendario”. Così come in tutta Italia, anche il comitato promotore genovese è sceso in Piazza De Ferrari unendo l’utile al dilettevole, proponendo la protesta in sinergia con l’arte della musica, dell’intrattenimento e dello spettacolo. Obiettivo principe: riportare l’attenzione sul tema e ricordare il cammino fin qui svolto. “Anche questa volta l’adesione è stata alta – ha commentato Manuela Cappello, comitato promotore e consigliere comunale del Gruppo Misto – un turn over continuo di persone che non appena leggeva il nostro slogan, l’acqua non si vende, chiedeva di poter firmare ancora per il referendum. Segno, questo, che l’interesse sul tema è ancora molto alto”.

I comitati e il forum per l’acqua pensano già alle tappe future e in particolare al referendum per cui nella sola Genova sono state raccolte, tra aprile e luglio, 25 mila firme. “La manifestazione di oggi ha un duplice significato: sensibilizzare sia le persone, sia gli enti locali, a sollecitare il Parlamento per l’approvazione della moratoria. Martedì porteremo in consiglio comunale un ordine del giorno, firmato da me e Antonio Bruno (Rc), che impegni sindaco e giunta in questo senso. Nel documento c’è anche l’impegno a rendere trasparenti tutti i bilanci delle società partecipate, e a fare una completa informazione sui benefici dell’acqua del rubinetto”.

E sempre oggi è arrivato tranchant il commento del presidente nazionale Federutility, Mauro D’Ascenzi, che rivolgendosi ai promotori del referendum ha detto: “Se passasse il secondo quesito referendario ci ritroveremmo in una situazione da Corea del nord o fors’anche da Iran, che obbligherebbe alla sola forma pubblica”.
“Mi sembra rimasto un pò indietro alle vecchie ideologie comuniste – risponde Cappello – la gestione pubblica di cui noi parliamo non è quella antica, ma una forma più trasparente, consapevole e partecipata che coinvolga il maggior numero di cittadini possibile”.