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Lettere al direttore

Le categorie alla Regione: “Nuova concertazione fra istituzioni e forze sociali”

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Il pesante taglio orizzontale praticato nei trasferimenti di risorse finanziare alle Regioni senza alcuna distinzione tra quelle virtuose e quelle così dette “canaglia”, tra quelle a Statuto speciale e quelle a statuto ordinario, pone tutti voi di fronte a scelte complesse in fase di approvazione del bilancio di previsione per il 2011.
Se in linea di principio la scelta proposta dalla Giunta Regionale di garantire la spesa sociale e il Trasporto Pubblico Locale appare, nell’immediato, condivisibile, tuttavia tale scelta non regge nel medio lungo periodo se, contemporaneamente, non si avvia con straordinaria efficacia e rapidità un processo di razionalizzazioni, di contenimento dei costi inutili e di eliminazione degli sprechi.
Le Categorie liguri sono solidali con l’Amministrazione regionale quando critica lo Stato di non aver voluto fare scelte nell’assegnazione delle risorse ma sono altrettanto preoccupate che la Regione, nel suo bilancio adotti un criterio analogo. Quando si parla di trasferimenti regionali al trasporto pubblico locale occorre chiedersi, ad esempio, se in un territorio con un milione e seicentomila abitanti, abbiano senso sei aziende di trasporto pubblico locale con relativi organi e strutture organizzative e se abbia senso continuare a finanziare – senza entrare nel merito – aziende che da anni hanno risultati economico – gestionali negativi. Nel settore sanitario viene da domandarsi se non si è perso tempo prezioso nella razionalizzazione della rete ospedaliera e nella chiusura di realtà ospedaliere troppo costose ed inutili ai fini di un’assistenza sanitaria di qualità, se non sia possibile razionalizzare la spesa centralizzando gli acquisti sanitari. Se è giusto garantire ai cittadini, e, particolarmente alle fasce più deboli della popolazione, l’assistenza sanitaria e sociale ed i servizi di trasporto pubblico, è altrettanto corretto che la Regione ponga la massima attenzione all’ottimizzazione e razionalizzazione dell’80 % delle proprie risorse di bilancio destinati a questi settori. Solo così si potranno reperire quelle risorse da destinare a politiche di sviluppo e sostegno all’occupazione, interventi altrettanto importanti per garantire i livelli di reddito e la qualità della vita dei cittadini liguri.
Sappiamo che i minori trasferimenti e l’azzeramento di alcune postazioni finanziarie impongono la razionalizzazione ed ottimizzazione della spesa e, alla fine, sacrifici per tutti, Enti, cittadini ed imprese. Tuttavia, le Categorie liguri non ritengono sostenibile che il sacrificio maggiore sia sopportato solo ed unicamente dal settore delle attività produttive. L’azzeramento attuato dal Governo del Fondo Unico attività produttive viene aggravato da ulteriori sottrazioni di risorse effettuate dalla Amministrazione regionale a sostegno dei comparti del trasporto pubblico locale e della sanità. Così come, nell’attuale contesto di carenza di risorse pubbliche non è più rinviabile una razionalizzazione e revisione del sistema delle agenzie e società partecipate dalla Regione Liguria.
Le Categorie liguri come hanno già dichiarato nell’incontro pubblico con la Giunta regionale tenutosi il 14 dicembre scorso sono a completa disposizione della Regione Liguria per confrontarsi sui tre grandi temi evidenziati della spesa sanitaria, del trasporto pubblico locale e del sistema delle società ed agenzie regionali. Abbiamo preso atto, positivamente, della volontà del Presidente Burlando di attivare, da subito, tre tavoli di confronto (Sanità, Trasporto Pubblico Locale, società partecipate) aperti alle categorie ed ai sindacati liguri. Siamo convinti che nell’attuale momento economico e politico che le imprese stanno vivendo, sia necessario fare un salto di qualità nelle modalità di concertazione fra istituzioni e forze sociali. Ciò nella consapevolezza che l’assunzione di responsabilità di ciascun livello istituzionale e di rappresentanza associativa e sindacale garantisce chi governa di poter condividere ed attuare scelte coraggiose indispensabili per salvaguardare il contratto sociale che regola i rapporti fra istituzioni e cittadini, salvaguardando nel contempo la competitività delle imprese e la salvaguardia e la crescita professionale dei lavoratori.

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