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Genova, Teatro della Tosse: arriva Bette Bourne, icona della controcultura british foto

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Genova. Arriva a Genova al Teatro della Tosse un pezzo della storia inglese del dopoguerra: Bette Bourne il più grande esponente di quel “cabaret gay”, che spopolava negli anni 70/80, e che ha dato il via al movimento di liberazione omosessuale britannico. Parte oggi la settimana dedicata a Mark Ravenhill con tre appuntamenti da non perdere: alle ore 17.00 con l’incontro The Queen and I (Ravenhill all’ora del te).Appuntamento dedicato al teatro del drammaturgo inglese con Bette Bourne, Fabrizio Arcuri (regista e consulente alla direzione artistica del Teatro della Tosse), Lorenzo Pavolini (scrittore), Luca Scarlini (drammaturgo) e Sandro Avanzo (critico teatrale). L’entrata è libera. Alle 19.00 Delitto e Castigo la prima delle 12 piecés messe in scena da Fabrizio Arcuri e dalla sua Accademia degli Artefatti e dedicata al genio dell’autore inglese. Lo spettacolo sarà ripetuto alle ore 20.00.

Infine alle 21.00 “A life in three acts”, lo spettacolo incentrato sulla vita, i ricordi, le battaglie e le avventure di Bette Bourne, simbolo vivente del movimento per i diritti omosessuali, nell’Inghilterra degli anni ’50. “A life in three acts” di Mark Ravenhill, ovvero una conversazione tra il pluripremiato autore dell’ipod generation e la straordinaria performer inglese, diventata ormai simbolo del movimento gay, sarà in scena oggi e domani.

Per questo spettacolo nel 2009, Bette Bourne ha vinto l’ambito Herald Archange Award al Fringe Festival di Edimburgo e le date genovesi sono le ultime due di una lunghissima tourné teatrale europea. “A life in three acts” è un pezzo di teatro unico. Seduto davanti a un proiettore, con due sedie bianche e un tavolino da caffè dell’Ikea, Bette Bourne racconta frammenti della sua vita: dalla sua infanzia alla violenza del padre fino alla carriera all’Old Vic. Bourne condivide con il pubblico un’incredibile vita “a colori”, inimmaginabile nell’Inghilterra in bianco e nero degli anni 50. Con l’arrivo degli anni ‘70 inizia a prendere vita il movimento gay, di cui Bette Bourne sarà protagonista. Accanto a ricordi collettivi anche sensazione più intime, come quella di indossare per la prima volta un abito femminile, di vivere in una comune di drag queen, e della nascita della compagnia teatrale Bloolips. Un racconto pieno di ottimismo, che allude soltanto alle lotte contro i pregiudizi sessisti della sua epoca e che arriva a raccontare dell’arrivo dell’AIDS, in un crescendo di tensione emotive.