Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Genova, studenti in corteo: palle di vernice contro la sede della Lega foto

Genova. Agg.h.19.00 Già nelle precedenti manifestazioni, gli studenti si erano scagliati verbalmente contro la stampa, oggi alle parole hanno aggiunto i fatti: alcuni studenti hanno creato disordini nei pressi della sede del quotidiano Il Secolo XIX, spaccando vetrine e accusando la redazione di aver pubblicato nomi e cognomi dei manifestanti arrestati a Roma negli scontri dello scorso 14 dicembre. Polizia e carabinieri sono intervenuti in assetto antisommossa.

Dopo un breve presidio sotto il palazzo della Regione Liguria, il corteo degli studenti, nonostante la pioggia battente, ha imboccato via XX Settembre, con conseguenti ricadute per il traffico, per poi proseguire in via Cesarea dove ha preso di mira due bersagli ben precisi: il supermercato Billa, dove alcuni studenti hanno improvvisato un volantinaggio  in segno di solidarietà a una cooperativa dei lavoratori della catena e la sede della Lega Nord in via Maccaggi, contro le cui vetrine gli studenti hanno tirato palle di Natale piene di vernice.

L’onda degli studenti genovesi, come annunciato, è tornata a farsi sentire, cambiando ancora una volta l’itinerario della protesta: da piazza San Lorenzo, centinaia di manifestanti, in concomitanza con la votazione della riforma Gelmini al Senato, che oggi o al più tardi domani dovrebbe pronunciarsi sul decreto, hanno sfilato per le vie del centro storico, percorrendo le vie dello shopping natalizio, da piazza Banchi, via San Luca e poi in via della Maddalena a colpi di slogan e cori.

Tra i destinatari della protesta campeggiano principalmente il Governo e in particolare alcuni suoi esponenti, alla ribalta delle cronache per le dichiarazioni sugli scontri studenteschi a Roma. Il primo bersagliato è l’onorevole Gasparri (Pdl), ma non mancano pesanti riferimenti al Pd, accusato di essere troppo vicino all’Udc e alle forze dell’ordine.

“Noi la crisi non la paghiamo, non è uno slogan – dicono – è un’esigenza reale: vogliamo riprendere il controllo dopo che il Governo ha smantellato lo stato sociale con la scusa della crisi”. E per sottolineare maggiormente disagio e contrarietà alle scelte della politica, gli studenti sono andati sotto Palazzo Tursi, guardati a vista da una quindicina di finanzieri in assetto anti sommossa. Il portone del Comune di Genova è stato chiuso preventivamente, mentre saliva la contestazione verbale contro la sindaco Marta Vincenzi. Da Piazza Fontane Marose il corteo ha deviato tornando nei vicoli. Direzione: piazza De Ferrari.

Guarda tutte le foto qui