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Genova, scossone in Provincia: la sinistra si autosospende dalla maggioranza, ma voterà il bilancio

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Genova. “Il gruppo consiliare della federazione della sinistra ha accolto la risoluzione della federazione del Tigullio-Golfo Paradiso del Prc e, conseguentemente, si è oggi autosospeso dalla maggioranza”. Queste le parole lette in aula del capogruppo Piero Pastorino. Autosospensione che non significa abbandono della maggioranza, ma che avrà comunque termine e definizione “entro e non oltre il primo consiglio provinciale utile dopo la sessione di bilancio”. Nello stesso documento si annuncia il voto favorevole del gruppo al bilancio, che come ha precisato Piero Pastorino avviene “in coerenza con la responsabilità che ha sempre mantenuto”.

Questo in concreto significa varie cose: la prima l’ha sottolineata il presidente Repetto: “Il bilancio uscirà con 25 voti favorevoli e un’opposizione più piccola”. La seconda opposta l’ha rilevata Renata Oliveri, già competitor alla presidenza e ora capogruppo del “misto” provinciale: “Non siamo di fronte ad un allargamento ma ad uno spostamento dell’asse della maggioranza che ha inglobato una forza, l’Udc, che si era candidata nel centro destra”.
Per Massimo Pernigotti della lista Biasotti il problema sta “nel cambio di rotta della maggioranza, che ha bisogno della stampella dell’Udc su temi come ciclo dei rifiuti, privatizzazione del trasporto pubblico locale e politiche portuali”.
Il Pdl attraverso Mario Maggi ha contestato al Pd lo sgretolamento a sinistra della sua coalizione. Accusa respinta al mittente dal capogruppo Gabriele Gronda: “Intanto apprezziamo il voto di rifondazione favorevole al bilancio a cui abbiamo lavorato insieme, poi sul resto ci sarà tempo per discutere”.

Il tempo come detto scade, è presumibile, alla metà di gennaio quando sarà convocato il primo consiglio del 2011. Il documento di autosospensione, che riguarda tutti gli eletti e i nominati nelle giunte, nelle aziende e nelle partecipate, per cui anche la vice presidente Marina Dondero, è stato già accolto dal gruppo consiliare della regione Liguria. Dalla provincia il chiarimento politico si allarga in primis alla regione Liguria e come chiede il documento anche al comune di Genova.