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Genova: rubavano nelle valigie all’areoporto, i dettagli dell’operazione “Mani di Fata” foto

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Genova. Rubavano per diversi mesi in valige e borsoni dei viaggiatori dell’aeroporto Cristoforo Colombo, i quattro dipendenti della cooperativa che gestisce lo smistamento dei bagagli, arrestati dalla polizia di frontiera marittima e area di Genova.
Diretta da Pietro Martullo, l’operazione “Mani di Fata”, coordinata dal vice questore aggiunto Luisa De Felice e dall’ispettore Capo Raffaele Colonna, ha permesso al Gip di emettere cinque ordinanze di custodia cautelari, di cui due in carcere, per furto aggravato e continuato, nei confronti di altrettanti dipendenti della cooperativa Burlando, che ha in subappalto la gestione dello smistamento bagagli dalla Società di Gestione Aeroportuale, che nell’indagine emerge come parte lesa. Un quinto uomo è attualmente ricercato.
“Abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni di cittadini che lamentavano la mancanza di alcuni oggetti nei loro bagagli e denunce depositate normalmente presso gli uffici di polizia – spiega il vice questore aggiunto Luisa De Felice- Sotto questo profilo, a fine indagine, stiamo acquisendo anche denunce da altri uffici di polizia in tutta Italia per cercare di fare una mappatura reale dell’entità del fenomeno. L’indagine parte dalle segnalazioni recepite nel periodo di primavera/estate di quest’anno che denunciavano violazioni ripetute su bagagli da stiva”.

Gli arrestati sono quattro genovesi (S.E., di 59 anni, M.M., di 28 anni, S.R. di 42 anni, C.L. di 40 anni) e un reggino, L.A., di 50 anni. Gli investigatori, sotto la direzione della Procura di Genova, hanno raccolto diverse prove dei furti dopo avere messo sotto osservazione l’attività degli arrestati.
“Grazie ad un attento monitoraggio dell’attività di queste persone – continua De Felice – siamo riusciti con delle intercettazioni video ad individuare i malviventi e a perquisirli. Le refurtive erano molto importanti, dalla crema cosmetica di 300 euro, all’ iPod fino alle macchine fotografiche, tutti oggetti preziosi e di facile smistamento”.
La prova finale del coinvolgimento dei cinque é arrivata la scorsa settimana con la scoperta di oggetti rubati nelle loro abitazioni.

“Abbiamo voluto dare molta attenzione a questo fenomeno perché, come è noto, a seguito delle restrizioni per motivi di sicurezza su quello che è il contenuto dei bagagli, ogni cittadino ha poca possibilità di portare oggetti di valore nel bagaglio a mano, mentre quello da stiva diventa più importante e maggiormente da tutelare. Lo scopo ultimo di quest’indagine  – conclude il vicequestore aggiunto – è stato proprio quello di dare tutela a questi bagagli per gli utenti che sono spesso destinatari di questo tipo di reato”.