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Genova, rinvio a giudizio per la famiglia che rubò tre milioni di euro ad un anziano

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Genova. Hanno fatto sparire tre milioni di euro in denaro e appartamenti dai conti di un anziano loro amico, dopo averlo raggirato con vari espedienti. È una vicenda che risale al 2004 quella che vede coinvolta un’intera famiglia, padre madre e tre figli, finiti ora sotto inchiesta per circonvenzione di incapace ed appropriazione indebita ai danni di Ferruccio Farina, ingegnere navale e poi civile, tra i costruttori della vasca della Fontana di Piazza de Ferrari.

La vicenda è emersa dopo la morte dell’uomo. Secondo l’accusa l’ideatore del raggiro sarebbe stato il capofamiglia Nicola Sullia, oltre alla moglie e i figli, di cui uno poliziotto. Nel 2004, dopo la morte della moglie di Farina, la famiglia era diventata amica dell’anziano. I cinque, in poco tempo, si erano fatti intestare prima la nuda proprietà di un appartamento in via Nazario Sauro, senza mai pagare quanto stabilito con Farina e poi, poco alla volta, altri soldi ed un’altra casa.

Ma la somma più consistente, pari a due milioni di euro, era stata sottratta nel 2006, poco prima della morte dell’anziano. Sullia si era fatto intestare le deleghe per la gestione del denaro di Farina e, mentre l’ingegnere era in ospedale, aveva trasferito la cifra nel suo conto ed in quello dei figli. Solo alla morte di Farina, sua cugina, nonché unica erede, aveva scoperto che sul conto del parente erano rimasti solo 17 mila euro.

Durante le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Sabrina Monteverde, era emerso che l’anziano aveva espresso la volontà di lasciare la metà dei suoi beni all’ospedale Gaslini, già beneficiario nel 2004 di 250 mila euro, donati da Farina per ricordare la moglie.

Questa mattina si è aperta l’udienza preliminare davanti al gup Ferdinando Baldini per decidere l’eventuale rinvio a giudizio. Udienza subito rinviata al 27 gennaio, perché la famiglia Sullia nel frattempo si è offerta di risarcire in prima battuta la somma di 200 mila euro.