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Genova, ricercatori e studenti in corteo (funebre): “Se passa la Riforma, l’università muore” foto

Genova. Un corteo funebre in attesa di domani, quando sulla riforma Gelmini si pronuncerà il Senato. I ricercatori genovesi non si arrendono, sfilano a lutto in corteo per la via delle maggiori facoltà universitarie, in quella che loro definiscono un’azione “apotropaica”, un rito magico per tenere lontano l’influsso degli spiriti maligni.

“Facciamo il funerale all’università, ma speriamo ancora che venga salvata, è un’istituzione importante, non tanto per noi, quanto per gli studenti e per il futuro del Paese – spiega Luca Guzzetti, ricercatore di scienze della Formazione – Con questa riforma e con la manovra Tremonti vogliono uccidere l’università, noi oggi ne celebriamo le esequie, augurandoci ancora margini di speranza: manca la copertura finanziaria, potrebbero esserci estremi di costituzionalità per la non firma del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Senato sono ancora possibili emendamenti e, questo Governo, nemico dell’università, potrebbe cadere. Se domani la riforma passa, l’università, però, muore per davvero”.

I ricercatori hanno dato vita a una 24 ore di dibattiti su diritto allo studio, sul ruolo dell’Università e sulla riforma, sparsi nei maggiori poli universitari della città, da oggi fino a domani. “Quando ci collegheremo con il Senato per vedere se la riforma passerà – conclude il ricercatore universitario – A quel punto resteranno una serie di passaggi a livello parlamentare e locale: qui, ad esempio, dobbiamo ancora votare lo statuto che per il momento è modellato sulla indicazioni della Gelmini, ma che si può ancora adattare e, se possibile, rendere più democratico”.

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Alberto Maria Vedova –  Tamara Turatti