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Genova, racket prostituzione nigeriana: condannati 5 connazionali

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Genova. Si chiamava “Saturday’s fever”, l’operazione condotta dal nucleo di polizia giudiziaria del gruppo criminalità organizzata e dalla Polfer che ha portato in manette cinque nigeriani coinvolti, a vario titolo, nell’inchiesta per riduzione in schiavitù di ragazze nigeriane ai fini dello sfruttamento della prostituzione e tratta di esseri umani e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini erano iniziate nel 2008 su un traffico di cocaina lungo l’asse ferroviario Milano-Genova.

Ma gli uomini della Polfer dietro il giro di droga avevano scoperto un altrettanto giro di prostituzione tenuto in piedi da due organizzazioni di origine nigeriana. Al vertice, secondo l’accusa, ci sarebbero stati Saturday e Bridget Osawe. I due avrebbero comperato le ragazze da famiglie bisognose, sottoponendole a riti woo-doo e costringendole a prostituirsi una volta arrivate a Genova. Oggi la conclusione della vicenda, con il pronunciamento del Gup al processo con rito abbreviato: Saturday Osawe, ritenuto colpevole di tutti i reati è stato condannato a 10 anni, Osarenoma Aghedo condannata a 9 anni e 4 mesi, Bridget Osawe (6 anni e 8 mesi) e il marito Owens Igbinigun, (4 anni e 4 mesi e 14.000 euro di multa), Osasu Osawe (3 anni e 8 mesi). Igbinigun Owens e Bridget Osawe sono stati assolti dall’accusa di riduzione in schiavitù. Per tutti è stata ordinata l’espulsione dall’Italia e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.