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Genova, operazione “Mani di Fata” conclusa: si è costituito il quinto ricercato

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Genova. Si è conclusa pochi minuti fa l’operazione “Mani di Fata”: il quinto dipendente della cooperativa che gestisce lo smistamento di bagagli all’aeroporto di Genova si è costituito alla polizia di frontiera della Stazione Marittima.

L’uomo, accusato insieme ad altri quattro colleghi di aver rubato in valige e borsoni di viaggiatori che transitavano nello scalo genovese, era ricercato da questa mattina, quando quattro suoi colleghi sono stati arrestati per furto aggravato e continuato. All’appello mancava solo lui, S.E., 59 anni genovese, ora detenuto nel carcere di Marassi dove si trova anche L.A. di 50 anni, entrambi assistiti dall’avvocato Federico Figari.

Il legale difende anche C.L. e S.R. che sono, invece, agli arresti domiciliari. La misura cautelare in casa riguarda anche M.M. che è difeso dal legale Carlo Biondi.

I cinque dipendenti della cooperativa Burlando sono accusati, a vario titolo, di una ventina di episodi, alcuni dei quali consumati e altri tentati. Due le aggravanti contestate: una specifica e cioé che i furti sono stati commessi su bagagli di viaggiatori in aeroporto, e una generica che è l’abuso di prestazione d’opera.

Tra gli oggetti che risultano rubati figurano anche due maglie di calciatori, una di un giocatore del Psv Eindoven e l’altra di un giocatore del Catania prelevate dai rispettivi bagagli. Alcuni oggetti risultati rubati sarebbero stati trovati durante le perquisizioni nelle abitazioni degli indagati. L’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Paola Calleri é nata dopo che alcuni passeggeri avevano denunciato di aver subito dei furti. Erano state così posizionate alcune telecamere che hanno ripreso gli indagati. Tutti sono incensurati.

Per i cinque, domani, è previsto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Ferdinando Baldini.