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Genova, nuovo settore nell’economia: l’industria creativa con 5,4% di lavoratori

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Genova. L’industria creativa a Genova, il nuovo settore dell’economia fondato sull’inventiva individuale, l’abilità e il talento, dà lavoro a circa il 5,4% della popolazione attiva, con un +2% rispetto al 2001, un trend in costante crescita grazie allo sviluppo del terziario avanzato.

E’ quanto emerso ieri pomeriggio a Genova alla presentazione del progetto europeo “Creative Cities” da parte dell’assessore comunale alla Cultura Andrea Ranieri. Genova sarà l’unica città d’Italia a parteciparvi insieme a Danzica, Pecs, Lubiana, Lipsia e Berlino, fino al 2012.

Il progetto ha l’obiettivo di disegnare il quadro in cui opera l’industria creativa a Genova formata dagli operai del Terzo millennio, i cosiddetti “creativi”, divisi in 11 settori: commercio culturale, architettura e design, produzione video, carta stampata, computer, pubblicità, patrimonio culturale, musica, arte contemporanea, moda e industria del gusto. L’industria creativa, senza limiti d’orari, con lavori spesso precari, ha sostituito a Genova solo parzialmente la vecchia industria statale e privata, affidando la fortuna dell’iniziativa economica a un solo fattore di mercato: il talento: l’idea innovativa del singolo, innamorato della sua professione, capace d’attrarre i nuovi consumatori.

Sono circa 821 le imprese genovesi specilizzate nella vendita di articoli culturali, 456 gli studi d’architettura, 448 le imprese hi tech creative, 329 le imprese pubblicitarie, senza contare gli “artisti” del gusto, gli stilisti o i pittori. I partner del progetto saranno due: il Comune di Genova e Job Center. Finito il monitoraggio del settore il progetto si farà promotore di soluzioni e idee per promuoverlo.