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Genova, il bilancio del Comune: nonostante lo sfacelo va tutto bene

Genova. Il Sindaco Marta Vincenzi, unitamente ad altri membri della Giunta comunale, questa mattina ha presentato il bilancio comunale della città di Genova per l’anno 2010. Un balletto rituale fatto di conquiste, della dimostrazione degli impegni presi, di obiettivi raggiunti. Un balletto rituale perché chi conduce le danze ha una parte da recitare ben precisa e ben studiata e chi è condotto in queste danze sa cosa aspettarsi. Sicuramente nessuno dei cronisti presenti, appartenenti a tutte le testate locali, può aspettarsi che il sindaco arrivi e dica:”E’ un disastro, abbiamo lavorato male. Abbiamo sperperato denaro pubblico”. Un balletto rituale che però restituisce quel minimo di trasparenza necessaria che dovrebbe essere la virtù principale di una amministrazione comunale.

Il sindaco Vincenzi nella sua relazione – più una chiacchierata, a dire il vero, con giornalisti a cui la politica continua a dare del tu – parte dalla crisi che ha colpito anche Genova sin dal 2008, che ha nella riduzione dei traffici portuali il punto di sua massima espressione e il ricorso alla cassa integrazione il dato più drammatico, quello più intriso di connotazione sociali: nella metallurgia, nel settore meccanico, ma anche nel commercio uno spaventoso monte ore di cassa integrazione.

In questa drammatica crisi congiunturale, che non è solo genovese, che non è solo italiana, si ci mette anche il rapporto contrastato (eufemismo) che questa amministrazione comunale ha con il governo nazionale (come molte altre città che perseverano, democraticamente, nella loro tradizione di centrosinistra). E al di là degli aridi numeri della relazione di bilancio qui la Vincenzi non lesina aneddoti su lettere firmate e inviate allo stesso ministro Giulio Tremonti (“anche il giorno prima di Natale”), sui rapporti diretti che si hanno con senatori e onorevoli liguri della maggioranza (“Perché quelli dell’opposizione non contano niente”, e qui alcuni giornalisti si risvegliano e pensano subito alla Pinotti, considerata l’acerrima nemica della Vincenzi), al fine di conquistare quei pochi fondi per sbloccare opere infrastrutturale di interesse non solo locale. Ma niente.

Il governo non aiuta, la città di Genova ha avuto un taglio di risorse pari a 90 milioni circa in tre anni, e con il federalismo così com’è pensato dall’attuale governo Genova sarebbe l’unica provincia ligure a ricevere meno finanziamenti del passato (“Infatti noi questo federalismo lo contrastiamo, ma non lo dico io Marta Vincenzi lo dice l’ANCI, l’associazione di tutti i sindaci”).

Insomma uno sfacelo. Eppure. Eppure Genova si presenta a questo bilancio di governo come città virtuosa, con una riduzione dell’indebitamento e con un patto di stabilità preservato. “Abbiamo investito sul futuro nonostante il disgoverno nazionale” ha voluto precisare il sindaco Vincenzi, intendendo con “disgoverno” semplicemente che a Roma stanno facendo di tutto tranne che occuparsi del paese (e su questo, al di là delle cifre della relazione, non è proprio che le si possa dare torto).

E giù a snocciolare cifre sulla sicurezza sociale e personale, sulla tutela del territorio e sul lavoro, sulla raccolta dei rifiuti, sulle nascite e sui servizi sociali. Cifre tutte disponibili e che bisogno già cominciare a passare al setaccio, analizzare, confrontare, declinare sulla vita quotidiana, se non vogliamo che il lavoro di giornalista continui a essere quello del porgere il microfono senza proferire domanda alcuna.

Oltre queste cifre che sembrano dimostrare che va tutto bene, ci si chiede allora del perché di quelle che sembrano defezioni come quella di Senese e quella di Pastorino, “Le delibere della Giunta dimostrano che la maggioranza è solida e che spesso supera anche il numero dei suoi componenti”, la risposta del sindaco ancora in cifre. C’è chi da questa battuta spera di avere qualche rivelazione su inaspettate aperture a maggioranze trasversali. Ma il sindaco, giustamente, non replica.

Qualcuno prova ad alzare lo sguardo oltre la Lanterna, e chiedere cosa sta succedendo a Genova dopo quell’appello che la stessa Marta Vicenzi aveva fatto sulla presenza mafiosa in città. Cosa sta succedendo ora che Domenico Cangemi e Onofrio Garcea sono stati arrestati, “Parlare di mafia non è facile, e in questo caso sono proprio le istituzioni nazionali a doverci aiutare. Io so solo che quando lanciai l’allarme mi presero per matta, adesso state vedendo cosa succede”.

Il balleto rituale si conclude, il sindaco in persona offre spumante, i giornalisti e i politici si fanno gli auguri, i microfoni si spengono. Vengono distribuiti tutti dettagli sulla conferenza stampa. Fine 2010.