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Genova, convegno tumori: sorvegliare i parenti dei pazienti riduce dell’80% la mortalità

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Genova. Se si sorvegliano i parenti dei pazienti oncologici la mortalità scende dell’-80%. E’ quanto emerge da recenti studi di genetica medica: le sindromi ereditarie rappresentano solo il 5-10 per cento di tutti i tumori, ma sono una percentuale considerevole su circa 2.200.000 casi di tumori all’anno.

Sono alcune delle novità emerse in conclusione della 12° edizione del Convegno Grandangolo – un anno di Oncologia, promosso a Genova dall’Accademia Nazionale di Medicina con il coordinamento di Alberto Sobrero e Roberto Labianca.

Tra le malattie ereditarie, le più diffuse sono la sindrome di Lynch, cui si associano i tumori del colon, e la sindrome BRCA1/2, cui si associano prevalentemente i tumori della mammella e i tumori dell’ovaio hanno spiegato gli specialisti. In particolare si stima che la sindrome di Lynch rappresenti il 3% di tutti i tumori del colon e la sindrome BRCA1/2 rappresenti il 5% di tutti i tumori della mammella e il 10% di tutti i tumori dell’ovaio.

Si ritengono sindromi rare, ma in realtà, in valore assoluto, il numero totale di casi assomma quelli dell’esofago e dello stomaco che non sono considerati rari. Questi programmi di sorveglianza devono essere accuratamente discussi nel corso di una consulenza genetica che va fatta prima e dopo l’esecuzione del test che individua la sindrome, hanno sostenuto gli oncologi riuniti a Genova.

La sorveglianza, dunque, deve essere eseguita solo in centri specializzati dove sono presenti, oltre all’oncologo, un bravo genetista e uno psicologo. Questo perché il programma di sorveglianza è molto impegnativo per la persona, deve iniziare intorno ai 20-25 anni.