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Felsa, Uil e Cgil contro i tagli del lavoro e dei servizi dell’Inps: a rischio 34 lavoratori precari foto

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Genova. Un Capodanno amaro per 34 lavoratori precari dell’Inps Genova: a causa della manovra di luglio, che prevede il taglio del 50% del lavoro temporaneo presso la Pubblica Amministrazione, dal 1° gennaio 2011 resteranno a casa dal lavoro.

“In tutta Italia – spiega Alessandro Lotti, segretario generale Felsa Liguria – sono 1800 le persone che rischiano il posto di lavoro, 52 in Liguria di cui 34 a Genova. La trattativa portata avanti dall’Inps non è chiara: da una parte dichiara il fabbisogno di risorse umane per tutto 2011 pari al 2010, mentre dall’altra afferma che a causa degli tagli previsti nella manovra di bilancio non ci sono risorse. Questo provoca una ricaduta sia sui posti occupazionali ma anche su servizi e disservizi che si creeranno, perchè il ruolo occupato da questi lavoratori è fondamentale sia per l’Inps e per i cittadini”.

Si tratta di lavoratori che vengono spesso adibiti a funzioni ordinarie e strutturali negli uffici dell’Inps, tanto che la loro mancanza non potrà far altro che rallentare il lavoro.

“Hanno un posto importante – afferma Roberta Cavicchioli, della segreteria regionale Uiltemp – perchè non operano solo allo sportello, ma affiancano i dipendenti nella gestione di pratiche delicate, come la liquidazione dell’indennità di disoccupazione, le pratiche per il riconoscimento dell’invalidità civile, e la gestione della mobilità. I rallentamenti che si subiranno a causa della loro assenza avranno ripercussioni sul benessere della popolazione e sulla condizione di vita”.

Una decisione assurda se si pensa che molti avranno diritto all’indennità di disoccupazione, e quindi resteranno sulle spalle dell’Inps, come spiega Giuseppe Rodinò, segretario provinciale Midil Cigl: “La maggioranza dei lavoratori se davvero al 31 marzo saranno fuori possono accedere alle indennità di disoccupazione, quindi resteranno un costo per l’Inps. Dire che non ci sono risorse e bisogna risparmiare è contradditorio, visto che l’indennità di disoccupazione dura 8 mesi. Ci chiediamo come potrà fare l’Inps a sostenere l’efficacia dei propri servizi da marzo in poi. Noi vogliamo una proroga dei contratti in scadenza il 31 dicembre, e inoltre chiediamo di aprire subito una trattativa con Inps e Ministero per far sì che le risorse umane trovino una collocazione stabile, eliminando il taglio che colpisce il lavoro e i servizi essenziali ai cittadini e alle imprese”.