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De Scalzi’s Restaurant: canzoni, sapori e racconti alla genovese

Genova. Un modo nuovo per scoprire la cultura genovese attraverso canzoni, sapori e narrazioni: è quanto propone Vittorio De Scalzi nel suo ristorante multisensoriale, coadiuvato da un cast di musicisti legati alla tradizione orale di ieri e di oggi. Sabato 18, al Politeama Genovese, il cantautore ligure Doc darà infatti vita ad una performance teatrale che farà respirare atmosfere sonore e linguistiche della Genova più vera, all’interno di un palcoscenico-trattoria che evocherà lo storico locale di Sturla gestito dalla famiglia De Scalzi dal dopoguerra fino agli anni Settanta, con un cuoco d’eccezione, l’attore Enrico Campanati, suggeritore di pietanze gastronomiche e musicali sui generis condite da interpreti d’eccezione.

Tra questi il chitarrista Armando Corsi, il bluesman Paolo Bonfanti, la Squadra dei canterini con i loro tipici trallalleri, il Circolo Mandolinistico “Risveglio 1923”, la banda Filarmonica di Cornigliano, gli zampognari Cabit Trio e il cantautore Max Manfredi, tutti accompagnati da una band composta da Andrea Maddalone alle chitarre, Edmondo Romano al sax soprano, clarinetto, low whistle, mizmar, cornamusa e flauti, Marco Fadda alle percussioni e Francesco Bellia al basso.

Tra fabulazioni nostalgiche, storie di innamoramenti dell’epoca che fu e contestualizzazioni musicali dei singoli brani proposti, il percorso drammaturgico si snoderà all’insegna della ricostruzione filologica di un’autenticità genovese poco esplorata ma presentata con sfaccettature vivaci e spiritose, in un botta e risposta tra Vittorio e gli artisti, tra cui – tanto per restare in famiglia – spiccano il fratello, Aldo De Scalzi, compositore di colonne sonore di successo, e la figlia, Armanda De Scalzi, bellissima voce di nuova generazione.

In uno spettacolo interattivo che vede cantori e zampognari in mezzo alla folla dei convenuti prima, durante e dopo la rappresentazione, le canzoni genovesi selezionate da un ricchissimo repertorio novecentesco, sfilano in passerella nella più poliedrica varietà interpretativa: dalla suggestiva interpretazione di Barbon a quella femminile di Ma se ghe penso, e poi la corale di Comme T’e’ Bella Zena, Vincenso con tutta la band, Trilli Trilli con Max Manfredi, i mandolini e la voce recitante dell’Ave Maria Zenese, Creuza de ma in versione cornamusistica e molte altre composizioni che alla memoria richiamano nostalgiche memorie ma infondono anche nuovi saperi su quella che è stata e continuerà ad essere Genova, nel rinnovamento del suo poliedrico repertorio musicale ad opera di Vittorio De Scalzi: ne sono testimonianza, on a caso, i suoi recenti lavori discografici Mandilli e Gli occhi del mondo, progetto musicale su poesie del poeta genovese Riccardo Mannerini, di imminente uscita.