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Daspo per i cortei, Silp Cgil dice no: “Meglio il dialogo”

Genova. “Prevenzione vuol dire anche gettare acqua sul fuoco ed evitare esacerbazioni e polemiche. La proposta mediatica che va alla pancia della gente di introdurre lo strumento del DASPO per prevenire le violenze di piazza ci preoccupa – spiega Roberto Traverso, segretario Silp – il nostro sindacato rappresenta una categoria di lavoratrici e lavoratori che sono anche genitori di molti ragazzi che in questa delicata fase sociale non condividono un provvedimento governativo che modifica alcuni aspetti importanti per l’educazione scolastica e la formazione del nostro Paese. Una riforma che non piace a molti e crea dissenso. Dissenso politico e sociale e tutto questo fa parte delle regole sane di un paese democratico”.

“Non è accettabile invece che il dissenso si trasformi in violenza gratuita e pericolosa. Il pericolo non è solo quello dell’incolumità fisica di chi in piazza si scontra e si ferisce, il pericolo è anche quello del degrado delle strumentalizzazioni che possono avere due volti: quello dell’esacerbazione della violenza ma anche quello che introduce regole attraverso slogan mediatici, come la proposta del DASPO per le manifestazioni di piazza (un déjà vu con le ronde) – continua Traverso – I poliziotti, i carabinieri i finanzieri e tutti i lavoratori impegnati a fare osservare le ordinanze dei questori sul territorio nazionale, sono tenuti a seguire le regole ma vorrebbero prima di tutto evitare di rappresentare un bersaglio a causa di chi quelle regole le introduce senza riflettere sulle conseguenze. Purtroppo quando si deve fare rispettare l’ordine pubblico a volte si ricorre alla repressione ma prima di tutto bisogna pensare alla prevenzione. Quindi prima di esasperare gli animi, specialmente alla vigilia di un appuntamento importante come quello dell’approvazione della Riforma Gelmini, bisognerebbe provare a dialogare con gli studenti e non isolarli istituzionalmente, perché il pericolo è quello di consegnarli realmente nelle mani di chi potrebbe puntare alla destabilizzazione del Paese. Questo film lo abbiamo già visto e non sul ‘Grande Fratello'”.