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Condannati i pusher della Genova bene, tra i loro clienti anche Calissano e la Mathas

Genova. Otto anni e a 80 mila euro di multa per Massimiliano Ottonello e  cinque anni e 40 mila euro per Tiziana Vazzanino, i due spacciatori della Genova bene arrestati nell’aprile scorso. La condanna è stata emezza dal giudice dell’Udienza Preliminare Adriana Petri.

Ancora da decidere le sorti per il terzo imputato, Nicola Donato, accusato di aver concorso in tutti i reati contestati,  la sua posizione sarà esaminata il 25 gennaio da un altro gip.

I tre imputati sono difesi dall’avv. Alessandro Sola. Il pm Giovanni Arena aveva chiesto otto anni per Ottonello e 4 anni e mezzo per la Vazzanino.

Al centro dello scandalo anche l’attore Paolo Calissano, tra le persone che i tre avrebbero rifornito di cocaina. Quest’ultimo durante l’incidente probatorio, aveva confessato di aver comprato alcune dosi di cocaina perché in quel periodo era depresso, ma solo per uso personale.

Le  intercettazioni telefoniche hanno portato alla luce alcuni particolari rilevanti che avvenivano durante la fase di acquisto degli stupefacenti: quando Calissano diceva “Sono con una bella ragazza”, necessitava di un quantitativo maggiore di cocaina.

L’accusa sostiene che a Calissano avrebbe acquistato 17 volte dosi di cocaina, per un periodo che va  da gennaio a marzo scorsi.

Inoltre gli spacciatori avrebbero venduto anche altri tipi di stupeacenti come eroina, cocaina, hashish ed ecstasy ad almeno 15 persone per 57 volte, da febbraio a marzo 2010.

Secondo la ricostruzione dei fatti, Ottonello sarebbe stato l’organizzatore e promotore dell’attività di spaccio mentre Vazzanino e Donato sarebbero stati esecutori materiali. Ottonello era stato arrestato dalla polizia perché accusato di una rapina nella sala scommesse di piazza Rossetti che avrebbe organizzato per ripagare i suoi fornitori dopo che Calissano non lo aveva pagato a sua volta.

Calissano, per pagare Ottonello aveva cercato di vendere la sua auto, una Smart, a Katerina Mathas, la madre di Alessandro, il bimbo di otto mesi ucciso in un residence di Nervi la notte tra il 15 e il 16 marzo scorsi. Per l’omicidio è imputato davanti alla corte d’assise il compagno occasionale della donna, Giovanni Antonio Rasero. La Mathas, però, aveva avuto un incidente con l’auto di Calissano prima che la vendita andasse a buon fine e l’attore non era riuscito a ripagare il suo debito.

Sempre secondo le  intercettazioni telefoniche sembrerebbe che, mentre  Ottonello era in carcere, la Vazzanino e Donato sarebbero andati in provincia di Milano per rifornirsi di droga, rispettivamente il 3 e 7 aprile, per poi smerciarla nel capoluogo ligure. Entrambi avrebbero tenuto la contabilità della vendita di stupefacente.

Inoltre, la Vazzanino era accusata anche di possesso di  30 cartucce Winchester cal.22 non denunciate.