Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Cgil, Cisl e Uil contrari a cessione ramo di azienda per vicenda Voltri-Evangelico

Genova. Il Consiglio Regionale della Liguria ha approvato ed inserito un emendamento, proposto dalla Giunta, nel testo del collegato alla Legge Finanziaria regionale, che prevede l’utilizzo della normativa relativa alla cessione del ramo di azienda per il passaggio delle attività assistenziali e del personale fra enti pubblici e non nei processi di riorganizzazione del Servizio Sanitario Ligure, a partire dalla “concessione” dell’Ospedale di Voltri all’Ospedale Evangelico. “Così si crea un precedente inedito e pericoloso per quanto riguarda la garanzia del mantenimento della natura pubblica del servizio sanitario regionale – spiegano Cgil, Cisl e Uil – che mortifica la contrattazione sindacale e l’applicazione dei contratti”.

Cgil, Cisl e Uil, confederali e di categoria, già all’avvio del confronto relativo alla concessione dell’ospedale di Voltri all’ospedale Evangelico, hanno manifestato e continuano a mantenere forti riserve sulla bontà dell’operazione, sia sulla tenuta del punto nascita frutto dell’unificazione dei due reparti presso l’ospedale di Voltri, sia per quanto concerne la permanenza di doppioni di specialità nella struttura di Castelletto. “A Castelletto, infatti – spiegano – rimangono significative funzioni ospedaliere di tipo diurno sulle specialità mediche, chirurgiche ed ostetriche, in contrasto con i piani iniziali che prevedevano l’utilizzo da parte dell’ASL 3 degli spazi che si sarebbero liberati in tale presidio per potenziare i servizi territoriali”.

“Nutriamo forti dubbi che i tanto auspicati e decantati risparmi funzionali, necessari per non aumentare le tasse ai cittadini liguri, siano realmente ottenibili. Crediamo semmai che gli effetti, a consuntivo, saranno limitati ad una inutile manovra d’immagine – continuano – Tutti sappiamo bene che l’enfatizzazione della funzione ospedaliera nella nostra regione deriva in gran parte dalla forte carenza organica ed organizzativa dei servizi territoriali, dalla vistosa deficienza della rete riabilitativa, dall’ancora limitato sviluppo dell’integrazione socio-sanitaria”.

“Condizionare quindi la contrattazione fra le parti sociali significa rinunciare alla ricerca di un consenso ampio dei lavoratori sulla logica generale di sistema e sulla condivisione delle riorganizzazioni del servizio sanitario regionale – concludono – Proprio perché siamo consapevoli delle ristrettezze di bilancio, indotte dalla manovra del Governo, riteniamo inadeguata una politica troppo incline a concessioni; crediamo infatti che quanto proposto si possa connotare come una semplice manovra di compromesso, piuttosto che di reale razionalizzazione della rete e delle risorse che imporrà ancora una volta un prezzo ai cittadini”.