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Boitano (Udc): “Comunità Montane, garantire servizi e salvaguardare personale”

Genova. “Assicurare i servizi forniti sino ad oggi alle popolazioni dell’entroterra e il posto di lavoro per i dipendenti delle Comunità Montane liguri che resteranno in carica sino al 30 aprile del prossimo anno”. Il coordinatore provinciale dell’Udc Giovanni Boitano intende seguire con attenzione quanto accadrà nei prossimi mesi quando, in seguito alla soppressione delle Comunità Montane, le deleghe esercitate saranno attribuite alla Regione.

Boitano ha sempre fatto parte della Comunità Montana Fontanabuona sino dal lontano 1974 quanto il nuovo ente venne istituito. “Indubbi sono stati i benefici per le popolazioni locali – afferma Boitano – basti pensare all’esercizio delle deleghe in agricoltura (finanziamenti agli operatori agricoli), vincolo idrogeologico, manifestazioni per valorizzare il territorio e la realizzazione delle discariche di rifiuti solidi urbani del Rio Marsiglia (Fontanabuona) e del Malsapello (Val d’Aveto) che hanno permesso ai cittadini di pagare tariffe di molto inferiori a quelle applicate dai Comuni costretti a conferire a Scarpino”.

Dopo quarant’anni di onorato servizio e numerose leggi di riordino regionali, l’ultima risale al 2008, per gli enti montani è giunto il momento di chiudere i battenti. “Purtroppo la decisione del Governo – continua Boitano – di tagliare totalmente le risorse che garantivano il funzionamento degli enti, istituiti e finanziati con la legge nazionale 1102 del 1971 aggravata dalla scelta di ridurre i finanziamenti destinati alla Regioni, ha di fatto costretto la Regione Liguria ad assumere una decisione dolorosa, ma inevitabile. Comunque la Regione ha deciso di farsi carico, anche se non di propria totale spettanza, della collocazione del personale e di garantire i servizi tramite i propri uffici e quelli della Provincia”. Dal 1 maggio saranno inoltre ritirate le deleghe di funzioni in materia di agricoltura esercitate dai Consorzi dei Comuni, spetterà pertanto alla Regione Liguria gestire tutte le suddette deleghe.

“Tocca ora ai Comuni – conclude Boitano – consorziarsi o unirsi liberamente, come previsto dalla legge Calderoli, per affrontare in una versione più conveniente, generata dalle ristrettezze economiche che stiamo vivendo, di garantire i servizi sul territorio con l’ausilio ed il sopporto della Regione”. L’impegno dei Comuni può assicurare quel processo di gestione e valorizzazione dei territori montani che permette di continuare a fornire servizi indispensabili alla popolazione del nostro entroterra