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Genova, 32 psicologi “tagliati” dal Comune: “Senza di noi, a rischio il progetto affido familiare”

Regione. Dal primo gennaio il futuro del progetto affido familiare è incerto. Dal prossimo anno la competenza in materia passerà dal Comune alla Asl, e quindi, 32 psicologi, con contratto in scadenza al 31 dicembre 2010, perderanno il loro incarico professionale. Al loro posto subentrano gli psicologi delle Asl, nove dei quali verranno assunti ex novo sulla base di una vigente graduatoria.

“Dal primo gennaio sarà un disastro – ha spiegato una delle psicologhe ‘tagliate’, Antonella Gavazzo, oggi in consiglio regionale per protestare e portare alla luce la questione – Verremmo lasciati a casa e con noi sarà interrotto un servizio con tutto il bagaglio che in 14 anni di lunga esperienza abbiamo costruito. Al Comune costiamo 800 mila euro l’anno, ma rappresentiamo una copertura per tutto il territorio del Comune di Genova per i minori in difficoltà. Non c’è una ragione economica che sostenga questo taglio, visto che il piano della Asl penalizzerà continuità e quantità, dal momento che il servizio sarà sempre dimezzato e costerà di più. Ma questa posizione porterà, invece, gravi conseguenze per l’intero progetto – ha concluso la psicologa -nell’affido familiare, infatti, la funzione dello psicologo, in equipe con il lavoro degli assistenti sociali, è fondamentale perché può costruire, ma può anche distruggere”.

“Avremo problemi seri – spiega Marina Marasi madre affidataria – non ci saranno più i 32 psicologi che seguono tutti i 2000 bambini assistiti dal Comune di Genova. I bambini in affido non avranno più il riferimento del loro psicologo, così come non lo avranno le famiglie affidatarie, e non ci saranno psicologi per poter valutare le famiglie che si avvicinano all’affido”.

Per verificare e scegliere le nuove famiglie è necessario, infatti, un servizio psicologico come quello finora operante, dove le famiglie vengono scelte e valutate da assistenti sociali e psicologi. “Quello che chiediamo – conclude Marina Marasi – è una continuità del servizio: questi psicologi lavorano sul progetto affido da 14 anni, vogliamo un tavolo tra Regione, Comune, Asl, psicologi, famiglie affidatarie, case famiglia. Finora abbiamo avuto solo un incontro con l’assessore Roberta Papi del Comune di Genova, ma eravamo presenti solo noi rappresentanti delle famiglie affidatarie e delle casa famiglia, gli psicologi non sono stati invitati”.