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Benzina record anche in Liguria: pesanti ricadute per gli automobilisti

Liguria. La Benzina verde ha superato quota € 1,45 ed anche in Liguria si è raggiunto dei record per quanto riguarda il costo della benzina e del diesel. “Per trovare prezzi simili bisogna risalire alla stagione calda del petrolio – scrivono in una nota Federconsumatori e Adusbef – vale a dire quando, nel 2008, il costo del greggio aveva superato quota 100 Dollari al barile. Per l’esattezza, la benzina era venduta a questo prezzo all’inizio di settembre 2008, quando il petrolio si trovava a 118 Dollari al barile. Oggi, il costo della materia prima si attesta a 89,35 Dollari al barile, come è possibile che il carburante abbia lo stesso prezzo?

Questo sovrapprezzo comporta pesanti ricadute per gli automobilisti, pari a 96 Euro annui per costi diretti e 83 Euro per costi indiretti – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Per questo torniamo a ribadire l’urgenza di misure e provvedimenti che contrastino efficacemente ogni volontà speculativa in questo settore, a partire dall’applicazione del protocollo sottoscritto con la filiera petrolifera, in particolare: la Commissione Istituzionale sulla doppia velocità dei prezzi; la razionalizzazione della rete e l’apertura alla vendita attraverso il canale della grande distribuzione e il blocco settimanale degli aumenti”.

Anche la politica locale interviene sul tema: “Questo comporta aggravi di costi per le famiglie, per le imprese dell’autotrasporto di cose e persone e per tutto il sistema produttivo italiano e la sua competitività – dichiara il Psi Ligure in una nota – E’ stato calcolato che il 70 per cento del costo di un litro di benzina verde è costituito da accise ed imposte alcune delle quali risultano davvero sconcertanti e vergognose. Occorrono provvedimenti urgenti, a partire dall’immediato blocco delle imposte, ma in particolare misure per contrastare la speculazione finanziaria sui prodotti petroliferi, che è la vera responsabile di questi aumenti. In questo contesto – conclude la segreteria socialista – è assurda la politica del governo che taglia sul trasporto pubblico, non investe in ricerca e riduce Trenitalia in un grottesco e costante disservizio in particolare a discapito dei lavoratori e dei pendolari”.