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Amt: il Wwf critica l’operato di Comune e Regione per risolvere la crisi del trasporto pubblico

Genova. “Il Consiglio Comunale ha ratificato gli aumenti delle tariffe AMT. Da febbraio Genova avrà il trasporto pubblico più caro d’Italia. Molti cittadini sarebbero anche disposti ad un aumento in cambio di un servizio migliore. Però quello che succederà nel prossimo futuro sarà che oltre agli aumenti si avrà anche un taglio consistente del servizio. A biglietti ed abbonamenti più cari corrisponderà un minor numero di mezzi ancora più affollati”. Così scrive il WWF Liguria, criticando le scelte effettuate da Regione Liguria e Comune di Genova.

“Con tutta probabilità – prosegue il comunicato – ci sarà anche più traffico per le strade, perché persone che usano adesso il mezzo pubblico a fronte di aumenti e tagli del servizio diventeranno anch’essi utilizzatori di auto e scooters. Ma al Comune interessa veramente la qualità della vita delle migliaia e migliaia di cittadini che usano i mezzi pubblici? Almeno il 40% degli spostamenti dei cittadini è fatto con i mezzi pubblici. Questi cittadini, che grazie al loro comportamento impediscono che la mobilità della città vada al collasso, non solo non hanno l’attenzione che meritano da parte del Comune e devono viaggiare in mezzi affollati, lenti e scomodi, ma anzi vedono da anni niente altro che peggioramento del servizio e aumento delle tariffe”.

“Il comune crede, come noi, che il rilancio di Genova debba partire anche dal miglioramento del Trasporto Pubblico Locale? Che una città dove ci si muove bene, non congestionata dal traffico, più vivibile, sia più attrattiva per le persone e per i capitali? Bene ma questo pensiero va supportato dai fatti, i buoni propositi solo nelle parole fanno ristagnare i problemi. Il punto è che nella crisi AMT la responsabilità del governo è solo una parte. Sono le responsabilità locali di scelte sbagliate sulla mobilità, sul traffico e le scelte gestionali di AMT che hanno prodotto in gran parte la situazione di crisi del trasporto pubblico”.

“Il comune di Genova era al corrente da mesi dei tagli del governo e perfettamente a conoscenza della situazione disastrata del bilancio AMT inoltre conosce da decenni gli interventi da fare per migliorare qualità e velocità commerciale dei mezzi. Ci si poteva aspettare che, in questi mesi, invece di stampare adesivi dicendo “che non ci stava”, prima di aumentare le tariffe e di prospettare tagli inaccettabili che avranno ricadute sociali che vengono sottovalutate, facesse tutto il possibile in termini finanziari per trovare risorse,e predisponesse interventi concreti sul traffico per far funzionare meglio ed in modo più economico un servizio essenziale per la città come il trasporto pubblico. Invece nulla in questi mesi è stato fatto. E se la situazione non si è trasformata in catastrofe con la sparizione del biglietto integrato, è solo perché c’è stata una schiarita sul versante dei finanziamenti del Governo e, anche se tardivamente e in modo non ancora sufficiente, c’è stato un intervento della Regione”.

“Molti si sono detti soddisfatti dalle decisioni prese dal Comune. Noi pensiamo che i cittadini si potranno dire soddisfatti quando il Comune farà sul serio le scelte che servono per far funzionare il trasporto pubblico piuttosto che stampare adesivi ed attendere in modo rassegnato il prossimo inevitabile aumento e taglio del servizio”.