Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Aeroporto, rappresentanti dei sindacati in Regione contro la privatizzazione foto

Genova. Si è svolto oggi sotto la sede della Regione Liguria in piazza De Ferrari un presidio organizzato dai dipendenti dell’Aeroporto di Genova, preoccupati per la possibile privatizzazione del Cristoforo Colombo.

«Siamo qui per vedere se ci accolgono in Regione e riuscire a capire perché vogliono privatizzare l’aeroporto» spiega Paolo Mazzuchelli dell’RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) Aeroporto di Genova. «Non vogliamo che ciò accada, perché viste le precedenti privatizzazioni avute nella città di Genova ne abbiamo notato i risultati scadenti, non abbiamo garanzie, e vorremmo che il nostro aeroporto non arrivasse a questo».

La privatizzazione dello scalo genovese non dovrebbe portare a tagli nei posti di lavoro tra dipendenti. Mazzuchelli precisa: «Il problema è il modo di lavorare, il servizio che poi daremo alla città non sarà quello desiderato da tutti i cittadini e per un aeroporto non deve essere così. Gli aiuti sono tutti validi, bisogna vedere in che termini arrivano, se arrivano e se realmente poi ci sarà qualche sviluppo che ci porti a dare un servizio migliore a tutti».

Della stessa opinione Giacomo Santoro, segretario generale filt cgil Genova: «Non vogliamo la privatizzazione perché non è quello di cui hanno bisogno né i lavoratori né tantomeno l’aeroporto di Genova. Bisognerebbe parlare con le istituzioni per cercare di portare ancora più lavoro a Genova e quindi mantenere questo trend positivo, sia per il bene della città ma anche della Regione e soprattutto dei lavoratori».

Guardando i risultati a livello nazionale, la situazione degli aeroporti pubblici è buona. Infatti, secondo Santoro «In una situazione come questa i lavoratori sono preoccupati perché una privatizzazione potrebbe sicuramente portare a delle cose non positive, quindi tagli futuri e non sviluppo, perché non c’è un’equazione che dice privatizzazione uguale a sviluppo. Questo è dimostrato a livello nazionale.»

Nel frattempo la Regione punta molto sullo sviluppo dei vettori low-cost. «Se questo è il trend può essere una cosa sicuramente positiva» continua Santoro. «È chiaro che il traffico si sviluppa soprattutto con i vettori low-cost. Però privatizzare e quindi cedere il 60 per cento delle azioni che sono adesso in quota all’autorità portuale secondo noi non è quello di cui abbiamo bisogno in questo momento.»