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Violenza sulle donne, Papi: “Uccide più del cancro” foto

Genova. Il comune, la Provincia e la Regione assieme per dire non alla violenza sulle donne. Il 25 novembre prossimo verrà presentato il convegno “Nella rete: insieme contro la violenza sulle donne”, e il risultato del questionario che è stato compilato da 1200 genovesi. I dati sono impressionanti: il 67% degli intervistati ha ammesso di aver subito violenza da persone conosciute, il 71% denuncia di aver subito violenza in casa, da partner o da parenti. Il 55% ritiene che il maggior rischio per una donna viene dalla strada. La violenza più sentita, per ben l’86% degli intervistati, è quella fisica e sessuale.

“Abbiamo scelto la data del 25 novembre per presentare i risultati completi di questo questionario- ha affermato l’assessore comunale alle pari opportunità Roberta Papi – perché è la giornata in cui si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulla donna. La ricerca è stata fatta su Genova e provincia ed ha due obiettivi, in primo luogo capire qual’è la percezione dei cittadini su questo fenomeno e in secondo luogo cominciare un’opera di sensibilizzazione”.
Al convegno prenderanno parte anche gli assessori alle Pari Opportunità di Provincia e Regione, Marina Dondero e Lorena Rambaudi, Esther Cuesta Santana console dell’Ecuador a Genova e Angela Valenti Durazzo presidente dell’associazione l’Altra sponda dell’Adriatico, in rappresentanza delle due comunità straniere più numerose a Genova, quella ecuadoriana e quella albanese.
“I dati sulla violenza sulle donne sono veramente impressionanti – ha sottolineato la Papi – A livello mondiale la prima causa di morte di donne tra i 14, 16 e 60 anni è proprio quella a seguito della violenza. Quindi uccide molto di più la violenza di un uomo su una donna rispetto al cancro, agli incidenti stradali o altre malattie”.
Dati allarmanti, quindi che pongono l’Italia in una situazione in costante peggioramento. “Il femminicidio è un atto di violenza presente in tutto il mondo che sta crescendo preoccupantemente nel nostro Paese – ha spiegato l’assessore  comunale alle Pari Opportunità – In Italia, secondo indagini internazionali, la condizione delle donne scivola dal 45° posto, dove eravamo nel 2005, al 71° posto. Questo vuol dire che, da un punto di vista economico, sociale e culturale, la situazione sta peggiorando”.

Riguardo alle azioni concrete e alle soluzioni offerte alle donne per contrastare questo fenomeno l’Assessore Papi ha spiegato: “Noi abbiamo già riscontrato che attraverso l’apertura dei centri d’ascolto gestiti dalle istituzioni o dall’Udi, ma anche grazie la rete dei servizi sociali, sicuramente riusciamo a fornire già ora un aiuto a tutte quelle donne che hanno il coraggio di denunciare il proprio violentatore e aprire un percorso di vita nuovo. Certamente da un punto di vista di aiuto ci siamo, ma occorre fare una battaglia culturale soprattutto nei confronti degli uomini per spiegate che con la violenza non si ottiene nulla”.