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Università presenta Issuge, De Ferrari cerca sponsor per il trasloco di Ingegneria

Genova. Promuovere e realizzare percorsi di alta formazione e programmi di ricerca per la valorizzazione delle eccellenze didattico-scientifiche presenti nell’Ateneo genovese. Con questi obiettivi prende il via Issuge, Istituto di Studi Superiori dell’ Università di Genova, il nuovo progetto avviato nel 2010 con un finanziamento speciale del Ministero dell’Istruzione.

“Parte oggi un progetto importante per la nostra Università – ha detto il rettore Giacomo De Ferrari – e per la nostra città. L’Issuge lavorerà lungo percorsi di formazione per studenti eccellenti in settori eccellenti del nostro Ateneo; iniziamo oggi con la didattica e speriamo in un prossimo futuro di aggiungere anche la ricerca. Stiamo lavorando per identificare le aree di particolare rilevanza scientifica, oltre a quella dell’Ict che parte oggi, che serviranno per costituire altre classi dell’istituto”. La prima classe che inaugura i corsi 2010/11 si occuperà, infatti, di studi nel settore delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (Ict), grazie alla collaborazione con l’Isict, un consorzio costituito dai Dipartimenti dell’ Università di Genova maggiormente coinvolti nel settore Ict e da Imprese ed Enti presenti sul territorio ligure.

“Come si può immaginare – ha spiegato il rettore a margine della presentazione sul trasloco di Ingegneria al polo degli Erzelli – quello di ingegneria non è un trasloco normale, anche se si parla di arredi e attrezzature, perché nel nostro caso ci sono impianti del tutto particolari da trasportare, come ad esempio la galleria del vento, e non sempre questo è possibile. In alcuni casi, perciò saremo costretti a lasciare impianti vecchi e realizzarne di nuovi. Non si tratta di una questione così decisiva – ha aggiunto il rettore – perché queste spese, che vanno oltre la realizzazione della nuova sede, sono comunque previste. Poiché non potremo vendere subito gli edifici di ingegneria per avere la disponibilità delle risorse – ha concluso Deferrari – dovremo ricorrere a delle aperture di credito, come è normale che avvenga in questi casi”. Venti i milioni che mancherebbero all’appello: una serie di contatti con diversi enti cittadini, tra banche, fondazioni, Camera di Commercio, amministrazioni locali sono già stati avviati dal Rettore.