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Lettere al direttore

Signor Questore: “..Sbaglia solo la truppa?”

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L’arrivo del nuovo Questore (febbraio 2010) avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza, il giro di boa, per le aspettative di una categoria che a Genova necessitava di un punto di riferimento rinnovato, forte e determinato a migliorare l’immagine della Polizia di Stato.

Una categoria ferita anche nell’orgoglio, troppo spesso al centro di situazioni giudiziarie a dir poco imbarazzanti che avevano creato sull’insostituibile ruolo istituzionale della Polizia di Stato un alone di sospetto che bisognava cancellare al più presto!

Dopo un inizio “scoppiettante” farcito di ispezioni notturne per verificare il corretto uso della divisa con conseguenti provvedimenti disciplinari, (normati da un Regolamento iniquo senza reali possibilità di difesa) il dato che emerge è preoccupante: “l’obbiettivo colpito è quello più facile da colpire..”: la truppa!

Quella “truppa” che a Genova è stata “abbandonata” per anni da un Questore che non si è mai preoccupato di ascoltarla e di “controllarla” e che adesso diventa l’agnello sacrificale di una “cerimonia di purificazione” virtuale, di certo non sistematica.

Abbiamo chiesto al nuovo Questore di fare attenzione anche agli “errori” della Dirigenza, perché chi ha un ruolo di comando, quando sbaglia, fornisce un cattivo esempio proprio a quella “truppa” che è stanca di dover pagare per tutti.

Genova dal 2001 si porta dietro questo fardello, incollato addosso come un etichetta indelebile, infatti ad oggi chi ha pagato (disciplinarmente) per il commissariamento “politico” del G8 è stata solo la truppa.

In questi giorni la nostra nazione è al centro dell’ennesimo scandalo per l’eco di incredibili telefonate istituzionali che rimbalza da un capo all’altro del continente e oltre, ma non dimentichiamoci che durante quel maledetto G8 del 2001 è stato dimostrato che la Centrale Operativa della Questura di Genova ricevette visite, inopportune, inusuali e sicuramente non previste in nessun programma operativo di sicurezza, di cosa si trattatava allora?

Basta con le decisioni piovute “dall’alto”, cominciamo a dare l’esempio…e possiamo partire anche dalla periferia.

Il Silp ha chiesto al neo Questore di Genova di intervenire disciplinarmente sul Dirigente del Commissariato di Chiavari per una grave mancanza procedurale nonchè deontologica. avvenuta il 14.4.2010

Per rinfrescare la memoria ricordiamo che si tratta dello stesso Dirigente che è stato denunciato al TAR Liguria da questa O.S. per la violazione dell’Accordo Nazionale Quadro (la sentenza dovrebbe arrivare a febbraio 2011).

Quel Dirigente invece di attenersi alla procedura, che in questi casi prevede la stesura di una una semplice relazione di servizio, è arrivato al punto di trattare da delinquenti i poliziotti del Commissariato Chiavari che, intervenuti presso il Bar Ce Cè di Lavagna per attività d’identificazione, hanno subito lesioni a causa di una persona che non voleva sottoporsi ai previsti controlli.

La violenta collutazione si verificò verso le ore 20.00 del giorno 14.04.2010 e comportò gravi conseguenze fisiche ai colleghi intervenuti (un Ass.C ha sommato ben 89 giorni di prognosi) ma il Dirigente non permise ai contusi di recarsi al Pronto Soccorso perché volle sentire a “sommarie informazioni gli operatori della Polizia di Stato, mentre il “fermato”, (successivamente condannato, dopo aver patteggiato, ad anni uno e 6 mesi), fu portato prontamente all’ospedale a curarsi.

Incredibilmente i colleghi hanno potuto recarsi al nosocomio, solo a notte inoltrata, dopo essere stati sottoposti ad un atto di polizia giudiziaria previsto solo in presenza di presupposti giuridici d’indagine, in quel momento insussistenti!

Cosa ha voluto verificare il Dirigente? Che chi opera in mezzo alla strada a rischio costante di botte e insulti potrebbe essere un delinquente? Che messaggio passerà dopo un comportamento di questo tipo? Cosa dirà l’opinione pubblica? Cosa ne pensa la Procura della Repubblica? Come inciderà sulla motivazione dei pochi poliziotti rimasti in servizio presso il Commissariato?

Se questo “diligente funzionario” ha bisogno di far chiarezza, se ha dei dubbi sui suoi poliziotti lo dica, abbia il coraggio di farlo senza forzare l’interpretazione del Codice di Procedura Penale.

Riteniamo che questi comportamenti colpiscano coloro che lavorano onestamente e possano rafforzare chi invece ha infangato l’immagine della Polizia di Stato.

Da aprile aspettiamo una risposta disciplinare dal Questore nei confronti del Dirigente del Commissariato Chiavari e riteniamo che il silenzio sia una risposta inaccettabile per il personale del Commissariato ma anche per tutta la Polizia di Stato genovese.

Roberto Traverso, Silp Cgil Genova