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Shampoo e saponette in pensione: oggi si preferiscono le salviette umide

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C’è chi rinuncia alla doccia per pigrizia, chi giustifica lo stop al sapone come una scelta ambientalista. Sta di fatto che allarga le sue fila, tra cittadini americani e britannici, l’esercito di chi ha mandato in pensione shampoo e saponetta.

A fotografare per primo il nuovo trend anti-doccia è il ‘New York Times’, che racconta il popolo degli schivi ad acqua e bolle di sapone snocciolando esempi. Tra questi è destinato a far discutere chi preferisce rinfrescarsi, dopo una corsa nel parco, con salviettine umidificanti anziché lasciar scorrere l’acqua dal rubinetto del bagno. O chi al posto del deodorante opta per una fetta di limone spalmata sotto le ascelle.

Secondo il britannico ‘Guardian’, anche tra i sudditi di Sua Maestà la nuova tendenza sta facendo proseliti. Un sondaggio dello scorso anno dell’azienda Sca ha rivelato che il 41% degli uomini e il 33% delle donne inglesi non fa la doccia tutti i giorni, con un 12% che ammette di lavarsi in ‘profondità’ solo una o due volta a settimana. Sempre lo scorso anno, una ricerca della Mintel ha mostrato che oltre la metà dei giovani britannici non si lava tutti i giorni, e in molti optano per una rapida spruzzata di deodorante per mascherare eventuali olezzi.

Se poi consideriamo che lavare i capelli, soprattutto se lunghi, viene dai più considerata una seccatura, non sorprende che nel 2008 Boots abbia registato un aumento di ben il 45% nelle vendite degli shampoo a secco. Una tendenza che sembra quasi ispirata dal poeta Jorge Luis Borges, che nella celebre ‘Istanti’ ammette che sarebbe “meno igienico” se tornasse indietro nel tempo per rivivere la propria vita.

Tenersi lontani da doccia e saponi ha, naturalmente, anche dei benefici ambientali. Nel tentativo di ridurre al minimo il suo personale consumo di carbonio, l’ambientalista Donnachadh McCarthy, 51 anni, ha limitato le docce a due volte la settimana. Il suo consumo di acqua è così sceso a circa 20 litri al giorno, di gran lungo al di sotto della media britannica che si attesta tra i 100 e i 150 litri al dì.

“Eppure – afferma – credo di essere pulito come tutti gli altri. Del resto, è solo di recente che abbiamo introdotto l’abitudine a fare il bagno o la doccia ogni giorno. Quando ero bambino – ricorda – la normalità era fare il bagno una volta a settimana”. E se si va ancor più indietro nel tempo, non mancano gli esempi celebri che legittimano il popolo degli schivi alla doccia. Elisabetta I d’Inghilterra faceva il bagno una volta al mese, Giacomo I era addirittura solito lavarsi solo le dita. Nel 1951 quasi due quinti delle case del Regno Unito erano prive del bagno, e nel 1965 solo la metà delle donne inglesi usava deodorante.

Ma i tempi sono cambiati e oggi il mercato internazionale del sapone vanta un fatturato di ben 24 miliardi di dollari l’anno. Non è insolito che un’unica persona consumi, in un soggiorno in albergo, ben 1.000 litri di acqua al dì. Alcuni dermatologi temono che questo intenso, continuo e regolare lavaggio finisca per liberare la nostra pelle da germi che possono realmente essere utili, aiutando la nostra epidermide a rimanere sana, equilibrata e fresca. Da qui il consiglio a saltare una doccia o due, pur senza esagerare.