Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Serra Riccò, incendio mortale, il Pm: “L’impianto non era in efficienza”

Genova. Rinviato al 16 dicembre il processo per l’incendio scoppiato a Serra Riccò, durante il travaso di gpl da un’autocisterna a un serbatoio interrato, nel gennaio 2005, che costò la vita al caposquadra dei vigili del fuoco Giorgio Lorefice. Due gli imputati: l’autista dell’autobotte Simone Bonomelli e il titolare della ditta di autotrasporto del gas Sa.Re.Gas, Alessandro Pellegrini per omicidio colposo e lesioni aggravate, e per cui il pm Mazzeo che, ha fatto una ricostruzione di quanto avvenne parlando di “una situazione apocalittica e di grande confusione”, ha chiesto oggi 3 anni.

Il vigile del fuoco, intervenuto con i suoi compagni per spegnere l’incendio, fece appena in tempo a gridare “via tutti” e poi fu investito dall’esplosione dell’autobotte. Altri sei vigili del fuoco rimasero feriti dalle schegge degli infissi e della cisterna, in tutto furono una quindicina le persone lesionate. “L’impianto non era in efficienza – ha detto il pm – e né l’autista né il titolare della ditta Sa.Re.Gas vi hanno prestato attenzione. Ci sono sette minuti – ha proseguito il pm – in cui c’é una perdita di gas. Sono pochi ma in una situazione del genere sono tanti. Ha poi ricordato che un vigile del fuoco della squadra di Lorefice spiegò che quando arrivarono sul posto non sapevano cosa stesse accadendo né da quanto tempo il fornello di gas incendiato stava bruciando sotto l’autobotte. Da questo – disse – avremmo capito che tempi di rischio c’erano”.