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Ricercatori contro riforma università: “I rettori saranno i nuovi dittatori della cultura” foto

Genova. “Questo presidio è stato istituito contro la riforma della Gelmini. L’unico strumento che il Governo sta usando oggi è la menzogna: il ministro Gelmini ha spiegato che la riforma è contro i baroni, ma non è così: i tagli di Tremonti sono a favore dei baroni, non ci sono più ricercatori ma solo ordinari”.

A parlare Luca Guzzetti, ricercatore a Scienze della Formazione durante il presidio dei ricercatori in via Balbi contro la riforma universitaria.

Nell’eventualità che la riforma universitaria passi certo si prospettano tempi duri. “Ai vertici dell’università, sulle macerie, ci sarà soltanto il rettore, tutti gli organi collegiali saranno eliminati. E sarà il Rettore a nominare i membri del consiglio di amministrazione. Questa riforma è fatta solo per i Rettori che diventeranno i dittatori sulle macerie delle università italiane. Se la riforma passa la distruzione sarà definitiva. Il futuro è incerto per tutti: i tagli dal 2008 ad oggi non danno futuro all’università. Si parla di un finanziamento per il 2011, ma sarà comunque inferiore di 276 milioni di euro e che quindi coprirà solo in parte i tagli fatti”.

In via Balbi 5, sede della facoltà di Legge, tra le colonne dell’atrio, è stato teso un filo al quale, con le mollette per i panni, sono stati appesi alcuni fogli con frasi ad effetto. “La ricerca è appesa ad un filo, il futuro negato. Siamo stesi dalla riforma”;  “La Gelmini ci ha stesi”; “Riforma Gelmini: candeggina delle idee”; “Tremonti ha sbagliato programma: le risorse sono uscite ristrette”; “Lavanderia Tremonti-Gelmini: trattamento a secco”.

Ma se davvero la riforma, arrivata alla Camera, passerà i ricercatori sono già sul piede di guerra: “Certo è che non ricominceremo a insegnare, – conclude Guzzetti -perchè la riforma afferma che non c’è bisogno di noi, visto che fare didattica non ci competerà più”.
E’ difficile, comunque, che passi la riforma: il Governo è agonizzante”.