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Rete dei Parchi Marini Liguri: venerdì 19 presentazione dei risultati ottenuti in 5 mesi

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Portofino. Nonostante l’apparente uniformità del mare visto dalla superficie, i fondi marini sono ambienti estremamente diversi gli uni dagli altri. La Liguria costituisce uno degli hot spot mediterranei per il turismo legato al mare, grazie ad un patrimonio paesaggistico, storico e culturale unico, ma parte del suo carisma è dovuto anche all’unicità dei fondali; inoltre, è la regione con la maggiore concentrazione di parchi marini per unità di costa, e il subacqueo rappresenta qui lo spettatore efficace di ambienti estremamente diversificati, percorrendo l”arco” da levante e ponente, che con circa 100.000 immersioni l’anno porta la rete dei parchi liguri sul gradino più alto, come frequentazione, nel mediterraneo. Per queste ragioni il 4 giugno 2010 è nata la Rete dei Parchi Marini Liguri.

“In un momento in cui l’ambiente e la sua tutela pur costituendo il fiore all’occhiello di un turismo di massa, subiscono un drammatico ridimensionamento economico che pregiudica l’esistenza stessa dei parchi – scrive in una nota congiunta ReMare, rete mare – i Parchi Marini Liguri riescono ad avere la forza di lavorare insieme e di programmare le comuni strategie future: non ci si può limitare alla protezione di una singola area, ma bisogna assumere una visione d’insieme. Non è di grande utilità proteggere limitate parti di territorio, distruggendo o alterando tutto il resto. Per giungere a ciò bisogna promuovere attività di studio e di ricerca interdisciplinare, finalizzate a definire proposte operative ed un sistema gestionale di rete per rendere più semplice lo svolgimento delle varie attività di fruizione.

Ci siamo fin da subito occupati di attivare progetti comuni: monitoraggio dell’impatto antropico e valutazione di eventuali misure di mitigazione impiegando 7 ricercatori junior coinvolti per un totale di 1220 h di raccolta dati; si stanno valutando le pressioni da pesca; si è monitorata la pesca “speciale” al rossetto nelle acque delle AMP e zone limitrofe; valutazione dell’effetto riserva sulla comunità ittica attraverso un primo censimento, sviluppato attraverso 38 immersioni di campionamento scientifico svolte dagli stessi ricercatori sub; creazione di un portale rete, sistemi Gis e Web-Gis di gestione delle banche dati e altro ancora.

I risultati verranno presentati il 19 novembre all’Acquario di Genova, dopo solo 5 mesi dalla nascita della rete – conclude la nota – Ma non solo, la rete deve servire anche per intensificare la comunicazione più prettamente conservazionistica tra i diversi parchi e far convergere le energie in strategie comuni divulgative atte ad educare alla conoscenza e tutela dell’ambiente i suoi fruitori”.