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Regione, la Corte suprema riprende la Regione sull’argomento caccia

Regione. La Corte Costituzionale è stata molto chiara: solo i cacciatori residenti nei comuni dei parchi naturali liguri potranno esercitare la caccia nelle ‘aree contigue’ alle aree protette regionali. In pratica potranno esercitare la caccia nelle fasce classificate come area contigua solo quei cacciatori che risiedono nei comuni del parco e dell’area contigua stessa. Da questa sentenza, scrivono in una nota Wwf, Lipu, Enpa e Lega abolizione caccia Liguria, “esce con le ossa rotte la Regione Liguria che aveva dilatato l’accesso dei cacciatori nelle aree contigue ai parchi regionali a tutti coloro in regola con le tasse di iscrizione alle aree di caccia di loro interesse, estendendo la presenza delle doppiette in queste aree ‘cuscinetto’ tra aree protette regionali e zone di caccia libera”.

Dispongono di ‘aree contigue’ i parchi naturali regionali liguri dell’Antola, dell’Aveto, del Montemarcello-Magra e di Portovenere. In queste fasce di territorio potranno cacciare solo i cacciatori residenti nei parchi e nell’area contigua, come stabilisce la legge quadro statale sui parchi 394/91 “che – scrivono le associazioni – la Regione Liguria aveva violato nel 1994 dando via libera a tutte le doppiette”.

La sentenza della Corte trae origine da un ricorso dell’associazione Verdi Ambiente e Società che aveva impugnato il piano del parco di Portovenere. Il Tar Liguria aveva trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale sollevando l’eccezione di costituzionalità della legge venatoria ligure del 1994. “con questa – conclude la nota – è la terza volta che la Corte Costituzionale bacchetta la Regione Liguria in materia di caccia e parchi”.