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Quaranta mamme e la piccola Martina in Regione per proteggere l’ospedale Evangelico

Regione. Per le mamme genovesi l’ospedale Evangelico non si tocca e lo hanno dimostrato oggi, quando in quaranta, tra mamme, partorienti e Martina, nata quattro mesi fa, hanno protestato nell’aula del consiglio regionale della Liguria contro l’annunciata chiusura dell’Ospedale Evangelico che nei piani della Regione si deve trasferire all’Ospedale San Carlo di Voltri, nella parte opposta della città.

In rappresentanza di quattromila persone che hanno già firmato una petizione contro la chiusura dell’Evangelico, le 40 donne e la piccola Martina si sono sedute nell’area riservata al pubblico ed hanno mostrato altrettanti cartelli con scritto “restare o partite? dove partorire?”. Né alle donne, né ad un gruppo di medici che le sostiene, é piaciuta la presa di posizione della proprietà dell’Evangelico che è favorevole al trasferimento a Voltri come ribadito ieri in un incontro con i vertici della Regione Liguria. Le mamme e le partorienti, sostenute anche da un gruppo di medici dei reparti di ostetricia e ginecologia dell’ospedale, hanno spiegato le ragioni del loro no a cominciare dal fatto che “l’Evangelico – hanno detto – è un centro di alta qualità come dimostra il premio Eccellenza Rosa (tre bollini) rilasciato dall’ONDA, l’osservatorio nazionale sulla salute della donna. Perché, dunque, chiudere un luogo dove le mamme da tanti anni vanno a partorire volentieri raggiungendolo da ogni quartiere della città”.

“I dati, spiegano, mostrano che nel 2009 il 60% delle partorienti è arrivato dal centro e dal levante, il 14% da Sampierdarena e dalla Val Polcevera, il 17% da fuori comune e il 9% dal ponente. La tesi della Regione – dicono le donne – è che bisogna tagliare le spese e razionalizzare i servizi ma non ha senso eliminare un punto di eccellenza che funziona bene e di cui tutti gli utenti sono soddisfatti a scapito di un altro ospedale che non raggiunge gli stessi risultati”.