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Provincia: in consiglio dibattito sull’ospedale Sant’Antonio di Recco

Recco. Dibattito in Consiglio Provinciale sull’ospedale di Recco, aperto da quattro consiglieri del Pdl (Giuseppe
Rotunno, Giuseppe Tassi, Paolo Bianchini e Maurizio Barsotti) contrari alla chiusura, seguiti da interventi di Maria Angela Milanta (Pd), Salvatore Fraccavento (Sel-Pdci), Francesco Chiantia (Pd), Gian Piero Pastorino (Prc) e del presidente Alessandro Repetto. “Siamo mossi dalle leggi e la Regione Liguria tenta di rispettarle – ha detto Milanta, replicando ai consiglieri Pdl – in particolare la legge di bilancio per il 2010 ha recepito il patto per la salute che impone di adottare uno standard di posti letto accreditati non superiore a quattro per ogni mille abitanti, compresa la quota di 0,7 posti letto per la riabilitazione ogni mille abitanti. La salute è una priorità per i cittadini, ma la si garantisce anche attraverso la soluzione di un complesso di problemi, dalla medicina, all’ambiente, al lavoro, a un’alimentazione adeguata e sufficiente per tutti. Trovo umano voler sempre i servizi sotto casa, ma non realistico, mentre si cerca di realizzare presidi specialistici che funzionino e piastre ambulatoriali per i servizi di base ai cittadini”.

“In passato, inoltre – ha continuato Milanta – c’erano risorse adeguate e pesate sul numero di anziani, mentre oggi a livello nazionale diminuiscono e non si tiene più conto di questi parametri” Per Rotunno “tutte le amministrazioni del Golfo Paradiso hanno scelto
la strada del confronto istituzionale, per esprimere il senso di disagio, la protesta e le proposte, trovando però ingiustificata la chiusura. Assurdo porre in concorrenza l’ospedale di Recco con quello di Rapallo che non sarà sufficiente a soddisfare le esigenze del
Tigullio Orientale e del Golfo Paradiso, perché ad esempio avrà solo venticinque letti nel reparto di medicina, tanti quanti sono a Recco”. Anche Tassi ha continuato: “In quindici anni abbiamo già visto chiudere gli ospedali di Nervi, Camogli e si parla di Santa Margherita e di Recco, mentre l’ospedale di Rapallo è sottodimensionato per un bacino molto alto – ha spiegato – chiedo certezze per sapere quando partiranno i servizi e vogliamo che l’ospedale di Recco non chiuda sino a quando non ci saranno altri servizi adeguati per i cittadini”.

Per Bianchini “L’ospedale di Recco è un presidio di tutto il Golfo Paradiso e l’ipotesi di un centro di riabilitazione a Recco sembra l’anticamera della chiusura, come è successo a Camogli”. Barsotti, da medico,  si è detto esterefatto perché nessuno in queste operazioni sembra tener conto che l’ospedale serve per le persone malate, con patologie tali da dover essere ricoverate. “Perché le soluzioni non puntano a soddisfare questa esigenza? – ha detto – E se è un problema di costi non sta scritto da nessuna parte che le Asl debbano chiudere il bilancio in attivo, anzi se lo chiudono in passivo penso che abbiamo fatto di più per la salute dei cittadini”.
Fraccavento ha chiesto ai consiglieri Pdl: “Se il governo va in una direzione e voi in un’altra che cosa ci state a fare? Per combattere
gli sprechi nella sanità il governo ha proceduto con i tagli orizzontali, non importa dove e come, l’importante è che tornino i
conti. Perché il centrodestra locale fa battaglia per l’ospedale di Recco se la Regione non può tenerlo aperto? Allora chiedo un medico per ogni cittadino e un ospedale per ogni Comune, se il governo mette i soldi. La Regione, che cinque anni fa ha trovato un buco enorme, sta facendo ogni sforzo sulla sanità, per una rete di assistenza sanitaria che garantisca servizi a tutti i cittadini”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’intervento di Pastorino.