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Ordinanza anti-prostituzione: una notte con le lucciole (fotoservizio) foto

Genova. Quando un’ordinanza, o una qualsivoglia legge, entra in vigore alle mezzanotte di un giorno stabilito, non è mai chiaro quando diventi effettiva.

La notte tra l’11 novembre e il 12 novembre dovrebbe essere scattata la cosiddetta ordinanza anti-prostituzione. Il condizionale è d’obbligo e le diverse fonti che abbiamo interpellato per chiarire il dilemma hanno finito per rafforzarlo e dare interpretazioni differenti. C’è chi confermava che l’ordinanza è scattata nella notte appena trascorsa e chi invece ci diceva che quella dell’11 doveva essere considerata come la notte della vigilia.

L’ordinanza prevede che la polizia municipale, con la collaborazione di tutte le forze dell’ordine, intervenga ogni qual volta l’esercizio della prostituzione adotti forme di adescamento insistenti o aggressive, in qualche modo lesive della convivenza civile. Verranno colpite inoltre le manovre che rallentano il traffico e creano intralcio per la viabilità. Le eventuali sanzioni pecuniarie, intorno ai 200 euro, colpiranno sia i clienti sia le lucciole.

In Italia la giungla delle ordinanze comunali sulla prostituzione, come ricordava lo stesso sindaco di Genova Marta Vincenzi, comprende le iniziative più disparate, molte che sembrano anche ripristinare dalla finestra delle vere e proprie “case chiuse” che la legge Merlin sembrava aver definitivamente cancellato. Per quanto questa ordinanza adottata a Genova, negli intenti abbia come obiettivo quello di combattere il racket della prostituzione, sembra invece destinata solo a mutare pratiche e tecniche di adescamento.

Genova24 ha passato diverse ore della notte appostata nelle zone della città dove è consueto l’esercizio della prostituzione, per comprendere e raccogliere testimonianze sulle modalità dell’adescamento, sugli effettivi controlli della forze dell’ordine, sul potenziale effetto di deterrenza che questa ordinanza potrà aver sull’esercizio della prostituzione.

Sono diverse le pantere della polizia e una paio le gazzelle dei carabinieri che abbiamo visto attraversare il territorio, fermandosi spesso dalle prostitute e controllare loro i documenti. D’altronde, come lo stesso assessore Scidone sosteneva, l’ordinanza e i relativi controlli sono finalizzati anche al monitoraggio dell’immigrazione clandestina. Intorno alla mezzanotte, poi, un posto di blocco della guardia di finanza è stato effettuato alla metà di via Buranello. Per quello che abbiamo potuto osservare nella notte, non abbiamo invece visto macchine della polizia municipale effettuare controlli mirati, dimostrazione, forse, che quella dell’11 novembre è stata la vigilia. Certo abbiamo visto però macchine della municipale presiedere i molti lavori al manto stradale sparsi per la città. Considerate le frequenti polemiche che dallo stesso corpo di polizia emergono rispetto all’inadeguatezza del personale, sarà davvero difficile per la municipale gestire anche l’aggravio di lavoro che questa ordinanza implica.

A seguito degli appostamenti compiuti nella notte, ci siamo fermati a parlare con diverse prostitute, alcune delle quali di origine rumena e che sapevano parlare un buon italiano. Per avvicinarle abbiamo dovuto fingerci clienti, e dopo le prime contrattazioni, con diversi stratagemmi, abbiamo fatto domande sull’ordinanza. La maggior parte delle prostitute che ci ha fornito risposte non sembrano a conoscenza di quello che accadrà da stanotte, altre si dicevano sicure che nulla sarebbe cambiato, se non la velocità della negoziazione “Entreremo subito in macchina”, dicevano, o ancora “Faremo più veloci”.

Insomma gli effetti che questa ordinanza può avere si potranno valutare solo nel tempo, forse il decoro potrà essere salvato, è ovvio che sarà difficile che lo sfruttamento della prostituzione possa subire colpi. E’ probabile invece che le condizioni di vita delle donne così sfruttate possano ulteriormente peggiorare. Il tempo della negoziazione infatti, spesso è finalizzato a comprendere quali siano le reali intenzioni dei clienti e una valutazione dei loro comportamenti. Da oggi in poi le prostitute dovranno fare tutto più in fretta, questioni di decoro.