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Omicidio Gonzales, per la prima volta parla la nipote: “Pablo quella notte era fuori di testa”

Genova. “Quella notte mi sono accorta che Isabel aveva chiamato mia mamma. Al telefono le aveva detto Pablo e’ fuori di testa ed è arrabbiato. Ma per noi era una cosa normale. Isabel telefonava sempre quando litigavano. Così ho detto a mia mamma di non farci caso e di tornare a dormire”.

Sono le prime parole della nipote di Pablo Guillermo Vera Macias, l’ecuadoriano di 37 anni assolto in primo grado dall’imputazione di aver ucciso l’ex fidanzata, sua connazionale, Isabel Rivera Gonzales, trovata sgozzata nella sua camera da letto, a Sampierdarena, il 16 luglio del 2008.

La ragazza, in primo grado, si era avvalsa della facoltà di non rispondere, ieri invece ha deciso di parlare. “L’indomani mattina mio zio era a casa da noi, come sempre, ed era tranquillo. Quando poi – ha proseguito la testimone – ci hanno avvisato che era morta, Pablo era sconvolto. E’ uscito dalla doccia ancora insaponato ed è rimasto basito dalla notizia”.

Vera Macias era stato accusato di aver ucciso la sua ex per motivi di gelosia. I giudici che lo avevano assolto avevano applicato l’art. 530, secondo comma, del codice penale, che corrisponde alla vecchia insufficienza di prove. Il pm Federico Panichi aveva chiesto l’ergastolo.

Vera Macias che ora lavora come capocantiere si è sempre dichiarato innocente. L’uomo era stato arrestato il giorno dopo il ritrovamento del cadavere della Gonzales. Agli inquirenti aveva riferito di aver accompagnato la donna a casa dopo essere stati ad una festa da amici e che il giorno dopo avevano appuntamento.

Gli indizi a carico di Macias sarebbero stati un mozzicone di sigaretta trovato vicino al cadavere in casa della donna, e una telefonata della sorella di Vera Macias con la vittima che sarebbe stata interrotta bruscamente dopo che Isabel si sarebbe lamentata con lei dicendo che l’uomo le stava creando problemi.
Durante l’udienza, il sostituto procuratore Federico Panichi, ha chiesto l’acquisizione delle dichiarazioni rese dalla sorella dell’imputato ai difensori dell’uomo, gli avvocati Michela Porcile e Vittorio Pendini, durante le indagini difensive. Il legale si è opposto e la corte si è riservata di decidere all’udienza del prossimo 19 novembre.