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Maxi truffa ad anziani, arrestato gruppo sinti: i dettagli (fotoservizio) foto

Genova. Era un gruppo molto ben organizzato quello catturato stamani ad Asti dalla squadra mobile di Genova, in collaborazione con gli organi investigativi di Asti e il personale del reparto prevenzione crimine Piemonte. A dichiararlo è stato Gaetano Bonaccorso, dirigente della squadra mobile di Genova. Gli arrestati, ritenuti autori di almeno 12 episodi di furto ai danni di donne anziane, sono in tutto cinque: Angela, Alessandro e Cinzia Vaillati, Susanna Iussi e Fabio Bresciani. Il sesto elemento della banda, invece, è ancora ricercato.

“Operavano su un territorio molto ampio, non solo nel capoluogo ligure, ma anche in Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna – spiega Bonaccorso – erano equamente ripartiti in uomini e donne, cui venivano affidati i diversi compiti, volti a carpire la buona fede delle vittime e a penetrare all’interno dell’abitazione dove, una volta giunti, con diversi stratagemmi, riuscivano ad individuare il nascondiglio utilizzato per il denaro e i preziosi per poi appropriarsene e darsi alla fuga. Proprio alle donne spettava il compito di avvicinarsi alle anziane, probabilmente perché riuscivano più facilmente ad ottenerne la fiducia”.

Le tecniche di avvicinamento erano varie, a volte simulavano l’appartenenza a forze dell’ordine e l’esistenza di un reato che imponeva verifiche all’interno dell’abitazione, altre volte il legame di amicizia con il figlio della vittima ed ancora l’improvvisa indisponibilità della badante e quindi la disponibilità a sostituirsi alla stessa per accompagnare la vittima a casa. “Queste tecniche sono molto complicate, ma per loro che le utilizzavano con frequenza erano evidentemente diventate semplici – continua il dirigente sella squadra mobile – parliamo di soggetti pregiudicati, tutti di etnia sinti e stamattina abbiamo avuto non poche difficoltà per catturarli, anche perché sono serviti due interventi; uno in un campo nomadi di Torino e l’altro in un campo di Asti”.

Sono tuttora in corso accertamenti volti ad individuare altri colpi messi a segno dal gruppo a Genova ed in altri centri dell’Italia settentrionale. Nel frattempo Gaetano Bonoccarso ha elargito preziosi consigli su come comportarsi in casi di questo genere: “Gli anziani non devono innanzitutto fidarsi delle persone estranee e se avvicinati devono chiamare subito il 113 – spiega – In qualche caso, nel corso dell’indagine, è per fortuna accaduto che alcuni anziani abbiano avvertito subito la polizia e questo è stato uno degli elementi che ci ha consentito di fare chiarezza sull’identità dei soggetti . In certe occasioni, infatti, la loro attività non è andata a buon fine perché gli anziani hanno chiesto subito il nostro intervento e di conseguenza messo in fuga i truffatori”.