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La protesta degli studenti raggiunge Sestri Ponente: “Le scuole cadono a pezzi”

Sestri Ponente. Proseguono le proteste degli studenti genovesi, dal centro cittadino ieri si sono spostati a Sestri Ponente, modificando anche un po’ il livello dello scontro: non si scende in piazza più solo per i tagli imposti dal Governo all’istruzione, ma anche per le condizioni di degrado in cui versano gli edifici scolastici.

All’istituto tecnico industriale Giorgi gli studenti sono usciti all’ultima ora intonando cori contro il Governo. Poche ore prima in piazza Baracca si sono ritrovati i ragazzi del Bergese, Odero e Calvino che hanno potuto parlare con il presidente del Municipio Stefano Bernini elencandogli tutto ciò che nelle loro scuole è carente o manca del tutto: problemi strutturali e tagli ai laboratori.

Per esempio all’alberghiero Bergese sono state ridotte le ore di cucina, negli istituti tecnici sono diminuite le ore di informatica. E non solo: le scuole cadono a pezzi. Muri rotti, finestre che non si chiudono, bagni senza porte. Bernini si prende l’impegno di contattare la Provincia, ma i ragazzi promettono: “Se non abbiamo risposte entro la settimana prossima organizzeremo un corteo”. La protesta prosegue: mercoledì pomeriggio gli studenti manifesteranno per le vie del centro contro i tagli del Governo, nel frattempo altri istituti entreranno in autogestione.