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Ist-San Martino, Montaldo: “Il Ministero condivide un unico centro oncologico altamente specializzato”

Regione. Anche l’assessore regionale alla Salute è intervenuto oggi in commissione sulla discussione del disegno di legge sulla fusione Ist-San Martino. Montaldo alla fine ha ritenuto opportuno richiedere una sospensione dei lavori per fare approfondimenti e presentare eventualmente un emendamento al disegno di legge.
“Nella discussione – ha spiegato Claudio Montaldo – è emersa inoltre la possibilità giuridica di adottare soluzioni normative di maggiore integrazione rispetto all’attuale proposta, permettendo in tal modo di realizzare una strategia complessiva ed una regia tale da consentire di raggiungere un livello di assoluta eccellenza in Italia, di offrire una risposta di qualità ai cittadini e di definire nella rete oncologica ligure una realtà centrale di riferimento. Anche in queste ulteriori ipotesi sarà comunque garantita la continuità del riconoscimento scientifico e i conseguenti finanziamenti ed i percorsi di stabilizzazione intrapresi”.

La presenza oggi in commissione di Massimo Casciello, direttore del Dipartimento di ricerca scientifica e tecnologica del Ministero della salute, era stata richiesta dalla commissione per approfondire i temi legati al discusso disegno di legge su IST e S. Martino. Il direttore generale ha confermato la condivisione del progetto di istituzione di un unico centro oncologico di alta specialità. Durante la discussione sono emersi importanti aspetti come la conferma dell’assoluta necessità di avviare processi normativi ed amministrativi che garantiscano percorsi unificati nell’assistenza sanitaria, attraverso un deciso accorpamento delle funzioni di assistenza, didattica e ricerca legate all’oncologia. Necessità attestata anche in relazione alle fughe di pazienti liguri verso altre regioni.

“Più nel dettaglio – ha puntualizato Montaldo – rispetto al disegno di legge in esame, il direttore generale ha dato atto che la materia dell’organizzazione degli Irccs rientra nella potestà legislativa regionale, che sussiste la piena garanzia della continuità dei finanziamenti e del riconoscimento del carattere scientifico, oltre alla piena facoltà di individuare un unico direttore generale e, infine, che il percorso delineato dalla giunta regionale per i lavoratori precari resta inalterato”.