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Gli avvocati bocciano Alfano: cartellini rossi, fischi e contestazioni

Genova. Cartellino rosso per il ministro Alfano. Ma non in senso metaforico: la platea di oltre 2 mila avvocati che stava assistendo alla seconda giornata genovese del Congresso Nazionale Forense è scoppiata in una camorosa contestazione sventolando cartellini rossi e fischiando per tutto il tempo il discorso del Ministro, arrivando anche ad interromperlo più volte. La protesta era già nell’aria. Ma oggi, sulla nave Concordia, ha preso decisamente piede, soprattutto quando Alfano ha toccato il tasto (dolente per gli avvocati) della conciliazione obbligatoria. “E’ una legge truffa per i cittadini italiani – ha detto Claudio Macioci, dell’associazione Agire e Informare, sventolando il suo cartellino con la fascia nera – Non può fare promesse se le leggi non vengono approvate entro il 14 dicembre. Perché questa nave, in questo momento vale due milioni di voti, ma può valerne almeno dieci”. Si sfiora anche la rissa e quando Alfano ricorda di essere un avvocato, dal fondo della sala qualcuno gli urla: “Ma quando mai ha fatto un atto in vita sua?”.

Ma il giudizio più duro è stato quello sull’operato del Governo. A nulla è valso l’elenco di Alfano sui provvedimenti fatti o promessi in materia di giustizia. Ad ogni voce dell’elenco la platea rispondeva in coro: “Non c’è”.
L’applauso, spontaneo, arriva lo stesso sulle scelte che spingono ad intraprendere il cammino dell’avvocatura: “Non deve essere l’unica strada per il laureato che non trova altro lavoro” ha detto Alfano, riscuotendo e pacificando almeno per un pò gli animi.