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Genova, Zubin Mehta dirige gratis al Teatro Carlo Felice

Genova. Grande gesto di solidarietà da parte del famoso maestro Zubin Mehta, che stasera dirigerà gratis sul palco del Carlo Felice. “Vengo a Genova su invito dei musicisti del Teatro Carlo Felice, in segno di solidarietà con i colleghi dell’orchestra e con tutte le categorie del teatro, per dare il mio contributo di artista in una situazione tanto grave da mettere a rischio la sopravvivenza e la funzione stessa di un teatro d’opera e la perdita del lavoro e dello stipendio di tante persone”.

E’ il messaggio lanciato da Zubin Mehta, il grande direttore d’orchestra che questa sera (ore 20.30) sarà sul palco del Carlo Felice per dirigere, a titolo gratuito, il concerto di rinascita del teatro genovese dopo la crisi e le polemiche che nei mesi scorsi hanno portato la Fondazione sull’orlo del fallimento e della chiusura. Quello di stasera a Genova sarà uno dei pochi spettacoli nel giorni dello sciopero nazionale contro il taglio dei fondi pubblici allo spettacolo previsto dalla Finanziaria. La situazione del Carlo Felice non è ancora completamente risolta, ma alcuni recenti avvenimenti fanno sperare in un futuro immediato meno tragico: l’accordo fra vertici del teatro ed i sindacati sui contratti di solidarietà che ha permesso al teatro di ripartire; l’impegno recente di società legate al Comune di Genova di sponsorizzare il programma di fine 2010 grazie al quale è stata messa in cantiere la “Traviata’” e la disponibilità espressa da alcuni imprenditori locali di dar vita a una cordata di sponsor per il 2011.

Nel periodo di crisi più nera Zubin Mehta era stato fra i primi a schierarsi a favore del teatro genovese, in nome della cultura e della musica italiana. Aveva offerto la propria disponibilità a dare una mano. Ed è stato di parola. Il programma è interamente dedicato a Beethoven. “Faccio un appello ai genovesi, al mondo finanziario, economico e industriale di questa bellissima città sul mare come la mia Bombay, e alle istituzioni – ha detto Mehta – siate vicini al vostro teatro, perché una città senza teatro, senza artisti, senza musica, è una città senza stimoli anche per le future generazioni”.