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Genova, vendevano macchinari pericolosi: bloccati dalla finanza (foto) foto

Genova. Un’indagine della Guardia di Finanza di Genova Sestri, coordinata dalla locale procura della Repubblica, ha consentito di sgominare un banda criminale di origine campana che importava, distribuiva e commercializzava prodotti illegali importati dalla Cina.

I cinque responsabili dell’organizzazione, denunciati a piede libero, importavano principalmente elettroutensili (motoseghe, elettrogeneratori, ecc.), a cui venivano cambiate le etichette con quelle di marchi prestigiosi, come Bosh, Still e Hilty, destinati alla vendita porta a porta. Dopo gli accertamenti tecnici questi prodotti sono risultati non conformi alle normative e molto pericolosi per l’incolumità degli acquirenti.

Molti clienti, infatti, si ritrovavano tra le mani prodotti di bassissima qualità, come nel caso delle motoseghe che in alcuni casi avevano delle perdite di carburante, scarsa solidità dell’impugnatura e, ancora peggio, il mancato funzionamento del meccanismo di arresto d’emergenza della lama.

Tutte carenze qualitative che possono portare ad incidenti gravi o addirittura mortali per gli utilizzatori.

“I prodotti venivano commercializzati attraverso l’utilizzo di corrieri espressi o anche con il porta a porta – spiega il Tenente Linda Malvestuto Grilli, Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Genova Sestri – Questo tipo di commercializzazione è molto diffuso nelle aree rurali, anche perché basta pensare che il prezzo a cui venivano venduti questi prodotti è particolarmente conveniente. Una motosega originale ha un prezzo che si aggira tra i 500 e i 1000 euro, mentre in questi casi venivano vendute a partire dai 150 euro fino a 300 euro”.

L’operazione della Guardia di Finanza ha consentito il sequestro di centinaia di prodotti pronti ad essere commercializzati in Campania, Liguria, Veneto, Piemonte e Toscana, mentre altre migliaia di prodotti, in procinto di essere importati dalla Cina attraverso il porto di Napoli, sono stati bloccati e segnalati alle autorità doganali competenti.

La famiglia di origine campana era già conosciuta nell’ambiente per precedenti della stessa tipologia. Già nel 2008 il fenomeno era stato portato alla luce dalle cronache giudiziarie per un’attività del tutto analoga. In quel caso le Fiamme Gialle avevano sequestrato migliaia di prodotti irregolari, ricostruendo un giro di affari illecito di circa 2 milioni di Euro e con presunte ramificazioni con clan della malavita organizzata campana.