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Genova, utilizzo aree produttive Cornigliano: parla la Cisl

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Genova. “Alla luce del dibattito aperto dagli organi di stampa e della recente discussione avvenuta nell’ambito del Consiglio Comunale di Genova, relativamente all’utilizzo delle aree produttive del sito di Cornigliano, siamo a rimarcare ancora una volta l’imbarazzante confusione che continua a caratterizzare l’approccio delle istituzioni su questo tema delicato e strategico”. La Cisl ritiene indispensabile una forte accelerazione dell’iter decisionale rispetto al destino, attraverso gara, delle aree venutesi a liberare a seguito dell’accordo di programma su Cornigliano, destinate ad attività produttive e logistico-portuali esterne allo stabilimento ILVA, troncando un ormai inaccettabile rimpallo di responsabilità tra Comune, Regione e Autorità Portuale.

“Riteniamo altresì velleitaria la richiesta di avere a disposizione ulteriori aree oggi in concessione all’ILVA, senza avere compiuto l’iter sopra descritto e senza conoscere chi e con quale tipo di produzione intende installarsi su queste aree – concludono – Ricordando a tutti che il vero prezzo pagato nell’ambito di attuazione dell’accordo di programma è stato fino a oggi quello di un pesante saldo occupazionale negativo in ambito ILVA, che tale saldo occupazionale si dovrà per noi riequilibrare con nuova occupazione nelle aree rese disponibili e su progetti concreti, chiediamo l’immediata attivazione di un tavolo tra istituzioni, chiarendo una volta per tutte le responsabilità di ciascuna di esse e parti sociali al fine di raggiungere gli obiettivi descritti, che rappresentano lo spirito autentico dell’accordo”.

“Nel caso si verificasse la concreta possibilità di ulteriore necessità (magari) di aree, non sarà certo la Cisl a frapporre resistenze nell’allargare la presenza al tavolo dell’ILVA per chiedere uno sforzo legato allo sviluppo economico della città e della regione che hanno garantito al gruppo condizioni favorevoli per operare un grosso investimento per la riconversione delle sue produzioni in loco”.