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Genova, settore edile in piazza contro la crisi: presidio a Montecitorio

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Genova. Gabriele Buia, vicepresidente nazionale Ance, ha spiegato la scelta dell’associazione costruttori edili, decisa dagli stati generali dell’edilizia, di manifestare per la crisi.  “La situazione è molto difficile – spiega – per la prima volta tutto il sistema delle costruzioni, organizzazioni datoriali, sindacati, produttori di componenti, installatori, scende in piazza”. Il settore scenderà in piazza il 1° dicembre e darà vita a un presidio davanti a Montecitorio.

“Una manifestazione clamorosa – come sottolinea il presidente Ligure Roberto Principe – perché siamo in emergenza. Noi non chiediamo soldi, non chediamo sussistenza, vogliamo poche cose a costo zero per lo Stato per cercare di ripartire.” Il settore dell’edilizia rischia di essere azzerato con una crisi che ha portato, solo in Liguria, alla perdita di oltre 2 mila posti di lavoro e alla chiusura di 400 imprese.

“Da tempo denunciamo i crollo dei lavori pubblici, anche di quelli dove c’é disponibilità finanziaria. Noi non chiediamo nuovi finanziamenti – ha continuato Principe – ma ci sono fondi certi che non vengono tradotti in nuovi cantieri. Ci sono lavori già finanziati dal Cipe, i fondi Fas destinati alle infrastrutture, che rischiano di essere dirottati su altri settori. In più molte imprese subiscono forti ritardi nei pagamenti da parte di amministrazioni che a causa del patto di stabilità, non possono pagare”. La situazione è molto difficile anche nel settore delle opere private, per il quale Ance chiede “regole certe. Alla Regione chiediamo la revisione del Piano Casa, la revisione della legge sul social housing ma sopratutto – ha detto Principe – certezza delle regole. Non è possibile che per l’approvazione di un Puc o di un piano di edilizia ci vogliano lustri. Servono tempi rapidi e automatismi”.