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Genova, rimozione scritte sui muri: piano straordinario di Comune e Università foto

Genova. Tempi duri per grafomani, writers e improvvisati artisti di scritte sui muri cittadini. Oggi, Comune e Università di Genova hanno firmato un “protocollo d’intesa per l’attuazione del piano straordinario d’interventi per la rimozione di scritte e imbrattature ingiuriose e per il mantenimento del decoro urbano nelle aree di maggior interesse artistico e culturale della città”. Sono circa 9 mila i mq di scritte rimosse nell’arco del 2010: una parte, nell’ambito del procedimento ordinario che il Comune porta avanti ogni anno, con lo stanziamento di 80 mila euro, e l’altra parte, attraverso un piano straordinario di 300 mila euro.

“Il protocollo d’intesa firmato oggi con l’Università – spiega Paolo Tizzoni vice direttore generale Area Territorio e Grandi Progetti del Comune di Genova – aggiunge altri 30 mila euro per ripulire, questa volta, gli edifici delle sedi universitarie, in particolare via Balbi, Sant’ Agostino, la zona di San Martino. Un’importante collaborazione da parte dell’Università di Genova che consentirà di togliere altri1200 mq di scritte da edifici pubblici”

Quanto alle scritte sui palazzi comuni, i privati cittadini potranno pulire i loro edifici a prezzo concorrenziale, usufruendo di una particolare agevolazione tramite l’Amiu. “L’Azienda municipale – aggiunge Tizzoni – ha indetto un bando ad hoc per selezionare ditte di pulizia che abbiano anche competenze adatte per la conservazione del patrimonio storico. E ai privati si offrirà la possibilità di usare queste ditte selezionate dal bando, a prezzi calmierati. Dal momento che il Comune non può, da norma, togliere tutte le scritte dai palazzi privati, ma solo quelle contro la sicurezza, l’intenzione, dell’Amministrazione è proprio quella di agevolare chi subisce questo tipo di reato”.

Controlli e velocità saranno le parole d’ordine per sconfiggere i grafomani, soprattutto di notte. “Amiu – conclude il vice direttore Tizzoni – ha un turno di lavoro 24 ore su 24, proprio per disincentivare al massimo queste pratiche. Senza contare che più velocemente si rimuovono le scritte dagli edifici storici e meno gli inchiostri riescono a penetrare all’interno dei muri, danneggiando gli edifici”.