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Genova, prostituzione minorile e violenze: i dettagli dell’operazione “Corvo” foto

Genova. Erano pronti a fuggire i quattro cittadini romeni, accusati dei reati di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, arrestati dalla Polizia di Stato, nell’ambito dell’operazione “Corvo”. Uno di loro era già a Bergamo in aeroporto e gli altri avevano caricato i bagagli nella macchina che li avrebbe ricondotti in Romania.

Un’ organizzazione ben strutturata e temibile, soprattutto per le malcapitate ragazze che si trovavano a essere sfruttate senza un briciolo di pietà. “Parliamo di un gruppo che riusciva a controllare in modo ferreo le vittime (10 a Genova, di cui 2 minorenni) e il territorio, nel senso che non consentivano l’ingresso di altre prostitute nelle zone di propria ‘competenza’ – ha spiegato Gaetano Bonaccorso, dirigente squadra mobile di Genova – Se qualcuno riusciva a oltrepassare i limiti territoriali, veniva aggredito brutalmente, oppure costretto a corrispondere un prezzo di ‘affitto’ del marciapiede”.

La banda di sfruttuatori erano organizzata gerarchicamente al suo interno. Il 28enne Marius Sandu era il capo, Eduard Pamfil e Gabriel Palade i picchiatori, Daniel Berdile Cosmin il controllore. Sandu, tra l’altro aveva già al suo attivo 23 segnalazioni, con ben 15 generalità diverse.

“Grazie a un’organizzazione capillare riuscivano a operare non solo sul territorio nazionale, ma anche in Europa, in particolare in Spagna, Francia e Germania – ha concluso Bonaccorso – durante le indagini abbiamo rintracciato trasferimenti di denaro in Romania, ma anche grandi sperperi in territorio nazionale”.