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Genova: la “superba” ha un ruolo chiave negli scambi commerciali e culturali

Genova. La “superba” ha un ruolo chiave negli interscambi commerciali e culturali nel Mediterraneo. Proprio per parlare
di questo argomento la facoltà di Ingegneria, il comune di Genova, Assindustria Genova e Assindustria Savona hanno organizzato il convegno “Un ponte sul Mediterraneo per l’innovazione e la tecnologia”.

“Bisogna guardare al Mediterraneo come opportunità. Si tratta di paesi che stanno crescendo e hanno bisogno di iniziare quello che noi abbiamo fatto anni fa. Trasferire le nostre conoscenze ha una valenza importante per noi perché allarghiamo il nostro bacino, ma anche per loro perché li aiuteremo a non compiere i nostri stessi errori – spiega Paola Girdinio, preside facoltà Ingegneria – Genova continua ad avere la sua industria pesante, si pensi alla Demont che lavora molto vene con il nord Africa e alla Ansaldo Sts, che ha vinto una commissione di milioni di euro per costruire la metropolitana a Tripoli”.

La preside ha lanciato un messaggio importante alle nuove leve. “I giovani devono imparare che l’Italia non è l’unico paese al mondo, che il mondo è globale e che si possono trovare possibilità di lavoro in tutto il mondo”.

“La Liguria ha un sistema portuale efficiente e importante ed è anche il più vicino ai paesi del Nord Africa, oggi in grande espansione. – afferma Fabio Atzori, amministratore delegato di Demont e presidente dell’Unione industriali di Savona – Sfruttando questo vantaggio logistico dobbiamo darci da fare sia dal punto di vista culturale che imprenditoriale per riuscire a trarne più vantaggio possibile”.

Genova e Savona sono sempre state un po’ in competizione per quanto riguarda il commercio marittimo, oggi le due città che rapporto devono instaurare? “Non è pensabile – risponde Atzori – per una realtà come la nostra riuscire a competere senza fare sistema”.

“A livello industriale gli scenari futuri della Liguria dipendono dalla volontà di vincere le grosse inerzie del sistema, ma ritengo che oggi sia consapevolezza di tutti la necessità di fare sistema e concretizzare i progetti piuttosto che parlarne in eterno. Inoltre dobbiamo fare in modo che le modifiche che applichiamo all’ambiente che ci circonda siano il meno impattante possibile. La tecnologia c’è dobbiamo quindi possiamo agire nel miglior modo”.