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Genova, “Gli orizzonti del cannone”: la scienza applicata al violino

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Genova. Oggi alle ore 17 il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, nell’ambito del Festival della Scienza ospita l’incontro “Orizzonti del “Cannone””. L’iniziativa è a ingresso libero sino ad esaurimento posti.

Quale è la differenza tra un violino storico e un violino moderno? Come viene prodotto il suono di un violino e che cosa influisce negativamente? Che cosa può danneggiare un violino irrimediabilmente? Che cosa succede ad un violino quando viene suonato? A queste e ad altre domande risponderanno gli esperti Bruce Carlson, liutaio conservatore del “Cannone”, e Marco Fioravanti, professore associato di Tecnologie del legno dell’Università di Firenze. Il giovane violinista Damiano Baroni presterà il suo strumento, un violino realizzato nel 2004 dal liutaio Pio Montanari, per alcuni esempi dimostrativi ed eseguirà i brani di Johann Sebastian Bach, Adagio e Fuga dalla Sonata n.1, in sol minore BWV 1001, Niccolò Paganini, Capriccio n. 13 e n. 14 M.S. 25. In questa occasione Bruce Carlson, liutaio conservatore del “Cannone”, e Marco Fioravanti illustrano i risultati delle ricerche svolte ed eseguono delle dimostrazioni con alcune apparecchiature impiegate nel corso delle misurazioni. Il giovane violinista Damiano Baroni presterà il suo strumento per alcuni esempi dimostrativi ed eseguirà un breve concerto.

Il “Cannone”. È questo il modo in cui il grande maestro Niccolò Paganini chiamava il violino che costruì, nel lontano 1743, il liutaio cremonese Bartolomeo Giuseppe Guarneri, conosciuto come “del Gesù”. Si tratta di uno strumento che, per paternità, stato di conservazione e vicende specifiche, riveste un’importanza storica straordinaria nel campo degli strumenti musicali. Per queste ragioni il Comune di Genova lo considera un bene la cui fruizione e godimento devono essere conciliati con una politica conservativa che ne garantisca la conservazione nel tempo. Dal 2005, infatti, è iniziato uno studio, condotto da Marco Fioravanti, professore associato di tecnologie del legno dell’università di Firenze, in collaborazione con Gabriele Rossi-Rognoni, curatore del Dipartimento degli Strumenti Musicali della Galleria dell’Accademia di Firenze e con i conservatori del Comune di Genova, che ha come obiettivo la corretta conservazione del “Cannone”. Le ricerche scientifiche sono state rivolte alla comprensione dei complessi fenomeni fisico-meccanici che caratterizzano la vita dello strumento: dall’esposizione, al concerto, al trasporto. Tutti eventi che possono in modo determinante influenzarne lo stato di conservazione.
Lo strumento, esposto al pubblico nei Musei di Strada Nuova a Palazzo Tursi, è diventato un sorvegliato speciale. Le misure adottate ed il monitoraggio costante e continuo nel tempo del violino appartenuto a Paganini, costituiscono un esempio emblematico e pongono la città di Genova all’avanguardia nel campo della conservazione del patrimonio culturale, ed in particolare in quella degli strumenti ad arco.