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Genova, cocaina, violenza e riti woodoo: i retroscena del sequestro

Genova. Cocaina, violenza, riti woodoo e terrore sono gli elementi che hanno caratterizzato il sequestro della 33enne genovese   costretta a prostituirsi dal convivente, caso emerso proprio oggi, nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Una storia sentimentale iniziata circa due anni fa, che probabilmente aveva come principale filo conduttore la cocaina, sostanza da cui dipendevano entrambi. Ma forse, soprattutto per la donna, dovevano esserci in ballo anche dei sentimenti, probabilmente quegli stessi sentimenti che hanno consentito al compagno di approfittare di lei.

Segregata in uno stanzino della casa di sua proprietà, ereditata dai genitori deceduti, la donna era costretta a prostituirsi senza tregua, su una branda sporca e maleodorante, in mezzo a rifiuti di ogni genere e praticamente sempre a digiuno. Ma i maltrattamenti non sono finiti qui. La 33enne era anche stata derubata dei gioielli appartenuti a sua madre, che il compagno aveva subito venduto per acquistare la droga, veniva picchiata e soggiogata con la minaccia di ricevere riti woodoo.

In questa storia non si può tralasciare lo spettro dell’omertà. La ragazza era sola, ma non è possibile che nessuno abbia visto niente. “Sia i clienti che i vicini di casa appartengono più o meno tutti allo stesso giro e quindi nessuno ha mai detto niente”. Ha spiegato il maggiore Francesco Pecoraro. Un incubo, insomma, finito dopo mesi di agonia.