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Genova, Cgil: “No al nuovo polo oncologico del Galliera”

Genova. Nuove polemiche in arrivo per l’ospedale Galliera. La Cgil regionale e genovese in una nota “esprime viva preoccupazione rispetto alle notizie di stampa che anticipano la volontà dell’Ente Ospedaliero Galliera, all’interno del previsto iter per la costruzione del nuovo ospedale, di dotarsi di un significativo polo oncologico, forse in collaborazione con soggetti facenti capo alla rete oncologica nazionale privata. Questa volontà, per la quale sembra che vi sia l’avvallo del Ministero e della Regione Liguria, vede la nostra più forte contrarietà.
Un tale disegno si colloca infatti in un difficile contesto di programmazione regionale, in gran parte dettato da evidenti difficoltà finanziarie in cui con fatica si cerca di creare un sistema in rete che passa principalmente per l’ulteriore valorizzazione delle eccellenze pubbliche esistenti anche per arginare il fenomeno della mobilità passiva, e si và ad inserire un forte elemento di competitività peraltro foriero di costi aggiuntivi per il servizio sanitario regionale.

Più nel dettaglio – si legge ancora nella nota – non si capisce quale coerenza vi sia nelle politiche regionali di integrazione delle attività oncologiche di IST e San Martino proprio tese a rinforzare la rete oncologica genovese e regionale mettendo a fattor comune ricerca, clinica, assistenza e didattica e l’introduzione di un elemento di discontinuità che rischia di far fallire sul nascere tale progetto.

La logica vorrebbe che le attività oncologiche attuali e future del Galliera rimanessero compatibili con il disegno della rete oncologica regionale e che tutti gli elementi del sistema lavorassero in modo collaborativo ed efficiente a partire da un modello di presa in carico e di percorso assistenziale per i cittadini liguri tenuto conto che un IRCCS pubblico da rinforzare e rendere più competitivo a livello nazionale e internazionale già c’è. A tale proposito il ruolo del Galliera ci sembra del tutto funzionale al sistema regionale essendo a tutti gli effetti storicamente integrato nel servizio sanitario ligure”.