Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Genova, card. Bagnasco: “La santità può riportare il mondo sulla via giusta”

Genova. “Il mondo di oggi ha ancora bisogno di santità perché è vecchio, non si vuol bene e ha perso la bussola”. Lo ha detto l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco, nell’omelia pronunciata ieri mattina nella Cattedrale di San Lorenzo in occasione della solennità di Tutti i Santi.

“Non parlo del popolo nel suo complesso, della gente che vive con dignità e impegno i doveri quotidiani, che vive la fede e l’amore alla Chiesa senza far chiasso – ha precisato -. Parlo di quel modo di pensare che ogni giorno alza la voce per farsi sentire e, ancor più, per imporre se stesso, i propri punti di vista. Quel modo che, arrogante in modo scomposto o in modo tacito, vuole condizionare le menti e far credere che quel modo di pensare e di vivere è già di tutti”. E’ proprio per questo, ha proseguito Bagnasco, che il mondo ha bisogno di santità perché “va contro corrente, parla fuori dal coro, è giudizio e richiamo alla salvezza. “I santi – ha aggiunto – sono la prova che è possibile un mondo diverso, non importa se questo distratto e superficiale, se rincorre illusioni e bugie”. Infatti, “Gesù insegna che il seme va gettato, il resto verrà” perché “Dio è sempre all’opera con i suoi tempi”.

“Le folle di adulti e giovani che visitano i molti Santuari sono una testimonianza commovente e dimostrano che il buon esempio esercita sempre un suo fascino benefico, è sentito come un richiamo contagioso, conferma una segreta nostalgia di Cielo, dice che è possibile vivere limpidi anche in mezzo a paludi di qualunque genere”. La conclusione del porporato è quella di “non lasciarci impressionare, se a volte sembra che il male soffochi il bene,” perché “il Signore Gesù ci assicura che la luce vince sempre”.

Oggi il cardinale sarà al cimitero Monumentale di Staglieno per la celebrazione della Messa a ricordo dei Caduti di tutte le guerre.